29 Novembre 2020
“Il Covid è stato fatto per sterminarci, perché siamo diventati troppi”, l’affermazione imprudente di una giovane TikToker italiana

Un altro capitolo sulla degenerazione della comunicazione digitale: la tiktoker (rassegnatevi, diventare cazzoni esperti su un social è un impiego a tutti gli effetti) Sara Di Sturco ha ben pensato di riferire online la sua opinione in materia Covid 19, perché richiesta dai suoi numerosissimi followers.
“Io sono una complottista da quando sono nata. Partiamo dal presupposto che io non credo nella maggior parte delle cose che vengono dette al popolo umano, alla plebe. Per me, personalmente, il Covid è stato fatto per sterminarci, almeno alla maggior parte della popolazione, agli anziani. Perché siamo diventati troppi, non possono gestirci tutta l’umanità”
Sara è giovanissima, bellissima e con l’accento spiccato di una Roma non proprio pariolina, nonostante i lineamenti del volto morbidi e perfetti; gli occhi chiari come monti azzurri in lontananza. A suon di Tik Tok su scampanellate agli sconosciuti e sfide di capriole in mezzo alla strada è riuscita a guadagnarsi più di 2 milioni di followers sul social più amato dai giovanissimi (e da qualche adulto compagno di brioche di Peter Pan).
Ma acquisire popolarità su internet non è soltanto un gioco. Una fetta di persone lavora duramente sui propri canali ma, se c’è un elemento che vale per tutti è la “pericolosità” nel lasciarsi prendere la mano dicendo o facendo cose che potrebbero rivelarsi ingombranti, da un punto di vista psico-fisico, per chi le emette e per chi è partecipe. È il caso di Sara, solo uno fra i numerosi.
Ora, è chiaro che di fronte a parole simili l’influencer non ha trovato solo terreno fertile per assensi rassicuranti, ma anche critiche da digerire pesanti come pietroni:
“Non credo che tu ti renda conto della pericolosità di quello che stai facendo. Ti seguono 2,2 milioni di persone”
Effettivamente chi tiene in mano un telefonino ha enormi responsabilità. Solo che a vent’anni, a malapena si acquisisce l’abitudine di rifarsi il letto o prepararsi il toast a colazione. Premere “play” comporta attenzione perché parole e atteggiamenti errati tornano indietro violentemente e, quando succede, è difficile da metabolizzare.
Inoltre, chi ascolta il messaggio o l’azione di un personaggio pubblico, pensato autorevole, riversa quanto assimilato nei confronti del prossimo. Ed è così che si generano imprudenza, atteggiamenti irrispettosi, violenza, gesti esibizionisti e rischiosi, bullismo nelle scuole.
Bene ha fatto Sara Di Sturco a cancellare il video arrancando ragioni ma la vera abilità sta nel congelare più spesso il ditino a favore del decongelamento di un pensiero responsabile e aperto.
Sappiano gli ultra seguiti che il successo reale non è roba per gli sciocchi. Quelli, al massimo, si guadagnano qualche consenso adolescenziale che prima o poi finisce. Perciò, cari influencer, iniziate pure a rimboccarvi le maniche. Contare fino a dieci, in tempi odierni, è un’arte rivoluzionaria.






