04 Novembre 2020

Inchiesta “Mazzetta sicula”, all’interno un episodio tragicomico

Inchiesta “Mazzetta sicula”, all’interno un episodio tragicomico

Tra le carte dell’inchiesta “Mazzetta sicula” emerge una classe dirigenziale che opera con superficialità. L’episodio è tragicomico.

 “Chi siete?…Cosa portate?… Si ma quanti siete? … Un fiorino”. Erano le frasi dette dal burocrate di turno nel film “Non ci resta che piangere” diretto e interpretato da Roberto Benigni e Massimo Troisi. Quanti di voi non hanno riso a crepapelle nel vedere quel tipetto strano che ripeteva in modo imperterrito la sequenza di domande e la richiesta del fiorino? Ve le ricordate gli sguardi sbalorditi di Benigni e Trosi? Io me le immagino come nel film le facce di Pietro Ivan Maravigna e dei suoi collaboratori quando, leggendo le carte dell’inchiesta “Mazzetta Sicula”, scoprono cosa ha combinato un dirigente della Città Metropolitana di Catania.

Sembra, secondo quanto riportato dalle carte processuali dell’inchiesta “Mazzetta sicula”, che l’ing. Raciti, dirigente del II Dipartimento Gestione Tecnica non indagato in questo procedimento, giorno 10/04/2020, venerdì Santo e in piena emergenza Coronavirus firmi una nota in risposta non scritta da lui e in risposta ad un’altra nota che l’ingegnare non aveva nemmeno letto. Sembra una barzelletta vero? Invece no, nelle carte dell’inchiesta questa ricostruzione viene addirittura definita come “evidente”, quindi supportata da vari riscontri oggettivi. La domanda sorge spontanea: ma non è pagato per leggere, analizzare e rispondere in modo adeguato? Direte voi che sarà stato per inesperienza. Risposta sbagliata, visto un curriculum dirigenziale di tutto rispetto? Da una persona come lui ci si aspetta ben altro che un lavoro fatto in modo meccanico, come quello rappresentato nel film di Benigni e Troisi. E allora? Un fiorino. Pagato purtroppo dai contribuenti.



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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.