28 Settembre 2020
Catania, maggioranza fragile e Consiglio Comunale flash
Ancora una volta il Consiglio Comunale di Catania non riesce, in prima convocazione, a chiudere i lavori: manca il numero legale e anche, fino a mezzanotte inoltrata, il video della seduta, che doveva andare in streaming.
Ieri sera al Palazzo degli Elefanti la maggioranza non riesce a contrastare in Aula l’assenteismo programmato dell’opposizione e il Consiglio viene rinviato a oggi senza nemmeno aver approvato il verbale della scorsa seduta. Dopo il primo appello delle 19.30, dove il numero dei consiglieri presenti non era sufficiente per iniziare i lavori, il presidente del Consiglio Giuseppe Castiglione rinvia di un’ora, come da regolamento, l’inizio dei lavori.
Alle 20.30 in Aula si scoppia il caos. I banchi vengono trasformati in una fiera: gente che entra ed esce di continuo. Castiglione, durante l’appello, chiede ordine e serietà ai colleghi; alla fine è costretto a fare mettere la fune all’ingresso dell’Aula e bloccare sia gli ingressi che le uscite. Nelle fila dell’opposizione notiamo la presenza di Lanfranco Zappalà e del pentastellato Graziano Bonaccorsi. Nella maggioranza erano presenti, come sempre, i consiglieri di Grande Catania (Peci assente per motivi personali), guidati da Sebastiano Anastasi; seduti al loro posto notiamo, nella baraonda generale, i tre consiglieri di Forza Italia: Petralia, Grasso, Giusti. Di Fratelli d’Italia è presente un altro stacanovista dell’Aula: Santo Russo. Bartolomeo Curia era assente, come aveva preannunciato a freepressonline nella mattinata di ieri, per protesta contro il caos che sta colpendo le commissioni per l’assenza dei verbalizzanti.
L’assenza dello streaming della seduta con relativa pubblicazione del video della seduta (e questa è una inammissibile pecca, che a mezzanotte inoltrata non vi sia nessuna traccia del video sul canale Yuotube del Comune) non ci ha permesso, post consiglio, di verificare con esattezza tutti i presenti. In Aula notiamo anche la presenza anche di Andrea Barresi, Carmelo Nicotra, Giuffrida Salvatore e Luca Sangiorgio. Di Diventerà Bellissima vi è la sola presenza di Manfredi Zammataro.
Fuori dall’Aula a fare il tifo per la mancanza del numero legale vediamo: Lidia Adorno, Giuseppe Fichera e Valeria Diana del M5s. Insieme a loro Giuseppe Gelsomino e Francesca Ricotta di Italia Viva.
In totale, al termine dell’appello, i presenti erano 19. Il numero legale c’è. Castiglione allora chiama la votazione per l’approvazione del verbale della seduta precedente. Bonaccorsi (M5s) a questo punto esce e fa cadere il numero legale. Tutto rinviato a oggi tra l’esultanza dell’opposizione. La lettura dell’assenza dell’opposizione sta tutta nelle parole di Graziano Bonaccorsi all’uscita dall’Aula a freepressonline: “Se sono la maggioranza lo dimostrino e si facciano il Consiglio”.
La seduta prevedeva l’approvazione della tassa dei rifiuti, dell’aliquota Imu per l’anno 2020. Niente di politico solo praticamente delle prese visione di provvedimenti nemmeno emendabili. In più vi erano varie mozioni e Ordini del Giorno.
Salta all’occhio la presenza del solo consigliere Zammataro nelle fila di Diventerà Bellissima. Era lecito pensare a dei dissapori con il vice sindaco facenti funzioni Roberto Bonaccorsi, in orbita Stancanelli, quest’ultimo passato da Diventerà Bellissima a Fratelli d’Italia. A smentire questa ipotesi è il capogruppo Daniele Bottino, che a freepressonline spiega l’assenza del suo gruppo. “Avevamo una riunione di gruppo, da tempo programmata per stasera (ieri sera ndr.). In Aula tutti lo sapevano. Abbiamo terminato a ridosso delle 20.30. Solo Zammataro è potuto giungere in Aula poiché era con lo scooter. Io e Penna non siamo arrivati in tempo. Domani ci rifaremo”. Dichiara Bottino.
Tutto giustificabile, però è un dato di fatto che per troppe volte, e dopo il lockdown è diventata una consuetudine, la maggioranza non riesce a garantire in Aula un numero di consiglieri sufficiente per concludere la seduta. I numeri sono stentati e basta una casualità per andare in prosecuzione il giorno dopo. Questo non va bene, per niente.






