10 Agosto 2020
A 160 ANNI DAL MASSACRO DI BRONTE CONSUMATO DAL BOIA BIXIO

Dopo 160 anni, il massacro consumato a Bronte è solo una delle tanti stragi consumate in Sicilia in seguito all’operazione “dei Mille”, stragi rimaste impunite.Un massacro che lo stato italiano, per anni, ha fatto di tutto per nasconderlo.
Su questo massacro, Giovanni Verga ha scritto la novella “Libertà”, e, nel 1971, sfidando censure e minacce, il regista Florestano Vancini ha realizzato un film sui
“Fatti di Bronte”.
Cronaca di un massacro
– Atto 1, la rivolta contadina:
“Tutto ebbe inizio – leggiamo dalla pagina Facebook di Antudo – quando nel paese etneo le operazioni per la spartizione vi delle terre demaniali e la concessione di un vastissimo territorio – trasformato così in Ducea – all’ammiraglio inglese Orazio Nelson avevano causato il malcontento e il desiderio di riscatto sociale da parte della media borghesia e delle classi meno abbienti che si trovarono improvvisamente defraudate e impoverite. Da qui iniziarono le proteste e le contese.
Lo sbarco dei Mille: false speranze e repressione
Dopo lo sbarco di Garibaldi, nel 1860, fu promesso che tutto sarebbe cambiato. In realtà ci fu una rapida accelerazione del processo di depauperamento e, conseguentemente, del malcontento e dei tentativi di rivolta”.
– Atto 2, la repressione di Bixio:
il 2 agosto 1860, Bronte insorgeva contro i latifondisti sfruttatori, rivolta che causò la distruzione di alcune case, compreso l’archivio comunale. Vi furono anche dei morti tra i nobili. Avvisato dei fatti, Garibaldi invio a Bronte un battaglione comandato dal suo braccio destro Nino Bixio, inviato per reprimere la rivolta e fare giustizia. Quando Bixio giunse a Bronte gran parte dei responsabili della rivolta era fuggita dal paese.
Il tribunale speciale di guerra, in un processo durato meno di quattro ore, giudicò ben 150 persone e condannò alla pena capitale l’avvocato Nicolò Lombardo (considetato il capo della rivolta), insieme ad altre quattro persone: Nunzio Ciraldo Fraiunco, Nunzio Longi Longhitano, Nunzio Nunno Spitaleri e Nunzio Samperi. La sentenza venne eseguita mediante fucilazione
all’alba del 10 agosto nella piazzetta antistante il convento di Santo Vito.
I cadaveri nonostante il forte caldo, furono lasciati esposti in piazza.
Il “nuovo ordine” era stato ristabilito con il sostegno dei siciliani askari: latifondisti, borghesi, baroni, mafiosi, massoni,come gli amici degli inglesi (vedi Nelson),i politicanti di tutti i colori.
160 anni fa, ma sembra accaduto ieri…






