22 Giugno 2020

Piazza della Repubblica, Pogliese ordina sgombero abusivi. Divampa la polemica

Piazza della Repubblica, Pogliese ordina sgombero abusivi. Divampa la polemica

Nell’ordinanza il sindaco di Catania spiega: «Condizioni igienico sanitarie con notevoli rischi per occupanti abusivi, residenti e passanti». Usb: «Essere poveri non è un crimine». Iannitti: «Sono dei senza tetto». Maravigna: «Sono spacciatori di droga. Tenevano in schiavitù una quattordicenne».

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Un’ordinanza, quella di Salvo Pogliese che sta facendo scaldare gli animi, anche di chi in passato ha appoggiato l’Amministrazione comunale in sgomberi simili a quello deciso il 17 giugno dal sindaco di Catania. Ma andiamo con ordine e ricostruiamo i fatti.

L’ordinanza di sgombero di Pogliese

Il sindaco di Catania firma un’ordinanza di sgombero di un terreno occupato da abusivi. L’area che si trova nei pressi di piazza della Repubblica è di proprietà di un privato, la SIAP (Società Italiana Appalti Pubblici s.r.l.), il cui rappresentante legale è Provvidenza Giuffrida. Da quanto riportato dall’ordinanza sindacale, questo è frequentato da una decina di persone presumibilmente extracomunitarie. Le attuali condizioni igienico sanitarie del luogo in questione determinano notevoli rischi per gli occupanti abusivi, per i residenti della zona e per i passanti, atteso che il medesimo posto non è dotato di alcun servizio né, tantomeno, sono rispettate le norme di igiene vigenti”. Pogliese al giornale La Sicilia dice di auspicarsi «Che non vi sia, alla fine, la necessità di dovere fare intervenire la forza pubblica e inviteremo con i nostri uffici e Servizi sociali coloro i quali stanno occupando abusivamente quell’area ad abbandonarla e ad accettare l’assistenza dei nostri uffici».

Il botta e risposta tra Iannitti e Maravigna

La storia potrebbe finire qui, con dei senza tetto che vengono affidati ai Servizi sociali e un’area messa in sicurezza anche da un punto di vista igienico-sanitario. Ma non è così. A complicare le cose è Matteo Iannitti, contrario all’ordinanza di Pogliese. Scoppia l’ira di Pietro Ivan Maravigna, rappresentante del Comitato dei residenti di Corso Sicilia, che invita (ironicamente ndr.), la Dusty a “portare sotto casa di Iannitti quanto raccolto (la spazzatura ndr.). Iannitti cerca di cambiare le carte in tavola facendo passare questa frase per una minaccia personale e su Facebook scrive: «ha invocato (Maravigna ndr.) un presidio sotto casa mia, ha chiesto di scaricare lì della spazzatura[…]. I toni utilizzati sono stati inaccettabili, ai limiti dell’intimidazione. Attacchi personali che non dovrebbero avere alcuna cittadinanza nel dibattito politico. Eppure, consapevole dell’ironia, ve lo dico con sincerità. Venite pure, le porte sono aperte».

Poi continua: «Perché chi vive in Corso Sicilia (io ci lavoro) dovrebbe opporsi o sentirsi minacciato dall’esigenza di trovare una casa, di dare servizi, a chi è senzatetto? Perché chi si impegna a favore degli ultimi dovrebbe essere contrario alla realizzazione di un parco giochi per i bambini al posto di una baraccopoli, se alle persone verranno dati alloggi dignitosi?».

La posizione di Asia Usb

A mostrare solidarietà a Iannitti Asia Usb Catania. «Colpevole di aver preso posizione a tutela dei senzatetto dell’area di Corso Sicilia e dintorni, chiedendo alle istituzioni di non attuare lo sgombero coatto e di trovare soluzioni abitative e assistenziali degne per chi ha bisogno, Matteo Iannitti è stato “attenzionato” dal rappresentante del “Comitato dei residenti di Corso Sicilia”, il quale ha indetto una sorta di presidio sotto casa di Iannitti, chiedendo ai partecipanti di scaricare lì della spazzatura. Gravissimo gesto di stampo intimidatorio, che noi di ASIA USB Catania e della Federazione Del Sociale USB Catania condanniamo con fermezza, evidenziando come spesso il “Comitato dei residenti di Corso Sicilia” venga utilizzato da taluni soggetti per diffondere odio verso i migranti e verso i senzatetto, criminalizzando di fatto la povertà».

L’esasperazione del Comitato dei Residenti di Corso Sicilia

Maravigna a freepressoniline appare stupito di tutta questa polemica contro l’ordinanza di sgombero di Pogliese che definisce “tardiva”. «Questa amministrazione è stata eletta due anni fa. Nel frattempo cosa ha fatto? Il sindaco è mai passato da corso Sicilia? Ha mai visto cosa si realizzava? Noi (Comitato residenti corso Sicilia ndr.) la settimana prima dell’ordinanza avevamo notiziato il prefetto che se non si fosse mosso il Comune, che eravamo pronti con un ricorso cautelare ad intentare un giudizio nei confronti del privato nella così detta azione di “danno temuto”».

«Il grave errore di Iannitti, e per me è un errore cosciente, sta nel fatto che parla di senza tetto. Noi sappiamo per certo che in quell’accampamento prima del Covid era stata rinvenuta una 14enne, Agata. La giovane, scappata alla famiglia, era tenuta in stato di schiavitù da un rumeno. Da lì abbiamo visto uscire dei soggetti che intimidivano i passanti e poi schiaffati sul giornale locale perché arrestati per rapine violentissime. Altri soggetti sono stati arrestati per spaccio di droga. Qua Iannitti è cosciente. Lui li vede come dei poveretti costretti a spacciare droga per guadagnare qualcosa. Non possiamo essere mai d’accordo, per me sono degli spacciatori per qualunque motivo lo facciano. Non sono dei senza tetto».

Maravigna, inoltre, riferisce che contro l’assenza dello Stato, nella zona si stava organizzando una protesta con l’esposizione dai balconi di lenzuola bianche. «Questa iniziativa è stata momentaneamente sospesa in segno di rispetto del prefetto di Catania e per l’attenzione che ha inteso dedicarci. Ci ha ricevuto e ci ha fatto partecipare al Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica».

Un caso simile, ma Iannitti e Maravigna stavano dalla stessa parte

Durante l’amministrazione Bianco ci fu un caso di sgombero simile a quello di piazza della Repubblica. Il Comune agì sgomberando delle famiglie che occupavano abusivamente un palazzo privato pericolante in via Furnari, nei pressi di piazza Borgo. Le famiglie furono mandate via dallo stabile il 16/02/2016. L’operazione iniziò alle 7 del mattino e fu condotta da Polizia, carabinieri, municipale, vigili del fuoco. Maravigna ricorda che in quell’occasione «Io come avvocato e Iannitti come politico abbiamo condotto assieme quella battaglia».

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.