05 Aprile 2020

Inps: le difficoltà di una imprenditrice catanese -VIDEO

Inps: le difficoltà di una imprenditrice catanese -VIDEO

A riferire delle sue difficoltà con l’Inps l’imprenditrice catanese Denise Leonardi ai microfoni di Freepressonline. “Aprire in Italia è cosa da folli. Noi per nulla agevolati”.

La proprietaria del negozio, che tratta prodotti di cura della persona nel centro storico catanese, lamenta un calo importante del volume d’affari. “La saracinesca è chiusa e guadagniamo circa il 20% del normale”, afferma Leonardi. “Noi abbiamo scelto di restare chiusi. Lo abbiamo fatto più che altro per buon senso, per il nostro bene e per quello dei consumatori. Poi rimanere aperti in una situazione del genere significa consumare soldi che non stiamo guadagnando“.

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I seicento euro, dati dallo Stato attraverso l’Inps, possono essere un aiuto valido per voi?

Non è un aiuto valido perché le spese che abbiamo sono superiori. A maggio e giugno, inoltre, ci troveremo a pagare i contributi che sono superiori a questa cifra. Mi stanno dando quindi dei soldi che poi dovrò restituire. Alla fine del l’anno poi ci saranno le altre tasse. Queste saranno pesanti da pagare dopo un periodo in cui non si è lavorato“.

Che difficoltà hai trovato per entrare nel sito dell’Inps?

Quando io ho saputo della possibilità di avere un contributo, circa 10 giorni fa, ho richiesto il pin (indispensabile per procedere ad inoltrare la richiesta ndr.). Ad oggi non mi è arrivato nulla. Peraltro l’Inps permette di ricevere il Pin tramite la Pec, che tutti i commercianti hanno evitando la manfrina di attendere i tempi postali. Non ricevendo nulla ho fatto di necessità virtù e ho proceduto ad una nuova richiesta utilizzando la carta d’Identità elettronica. Ma ci sono dei limiti. Infatti  non puoi seguire questa procedura se non possiedi un cellulare Android e un lettore per pc della carta elettronica“.

Quali sono le esigenze che un piccolo imprenditore ha di bisogno?

La presenza dello Stato in primis. Inoltre si dovrebbero ridimensionare le tasse. Dovrebbero essere calcolate su base percentuale e non dovrebbero esserci le cifre fisse che non possiamo fronteggiare. Aprire in Italia è una cosa da folli. Subito dopo aver aperto la prima cosa che viene in mente è di chiudere perché non siamo per nulla agevolati, nemmeno nel periodo dello Start Up. Durante il corso del tempo se sei perseverante cerchi di dare al tuo percorso una linea continua e cercare di fare andare avanti la tua attività. In realtà qui in Italia se non ci metti mezzi tu, e non parlo solo di quelli economici non riesci ad andare avanti. Ho aperto perché credo in un sogno mettendoci i risparmi di una vita. In questo momento se non avessi mio padre non saprei come fare”.

 

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Mari Cortese

Mari Cortese

Mari Cortese docente, redattrice e content creator per i social. Appassionata di enogastronomia, tradizioni e arti visive.