31 Marzo 2020

L’USB chiede Comune di Catania elenco dei servizi essenziali e delle attività da rendere in presenza

Con una dettagliata lettera inviata al Sindaco del Comune di Catania, al Segretario Comunale e a tutti i Dirigenti, Sergio Giambertone, consigliere nazionale del
l’USB P.I., chiede attuazione delle norme relative al lavoro agile per la tutela della salute pubblica e dei lavoratori e la predisposizione elenco dei servizi essenziali e delle attività da rendere in presenza. Intanto, fra i dipendenti comunali esplode il problema ferie pregresse, anzi sul metodo di come vengono “assegnate”.

Il testo della lettera

“Questa O.S., a seguito della situazione di emergenza che è in atto e dei provvedimenti messi in campo dal Governo per farvi fronte, ha potuto riscontrare come codesta Amministrazione abbia già attivato in maniera generalizzata lo svolgimento del lavoro agile per un numero cospicuo di lavoratori.
A tale riguardo si chiede di conoscere se ne siano state preventivamente regolamentate le
modalità, con la predisposizione dell’elenco dei servizi essenziali nonché quello delle attività da rendere in presenza nel rispetto delle procedure previste.
Occorre infatti ricordare come l’articolo 87, comma 1, del d.l. 18/2020 abbia stabilito che la
modalità organizzativa del lavoro agile sia quella “ordinaria”, e che l’art. 87, comma 1, citato:
– dispone con forza di legge automaticamente in lavoro agile tutti i dipendenti pubblici;
– di conseguenza, disporre in lavoro agile i dipendenti non è una scelta discrezionale, lasciata al
libero apprezzamento dell’ente e subordinata ad una “istanza” del dipendente; è un obbligo di carattere duplice: come azione necessitata per la tutela della salute pubblica e del lavoratore; come azione organizzativa obbligatoria;
– il datore pubblico può solo individuare quelle attività che siano caratterizzate dalla necessità di essere rese in presenza, per altro con l’onere di motivare tale scelta; oppure, può specificare quali dipendenti non possano essere disposti in lavoro agile, né adibiti ad attività da rendere in presenza, per i quali scattino le misure previste dal comma 3, sempre dell’articolo 87 del d.l. 18/2020.

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La mancata disposizione in lavoro agile di tutti i dipendenti con la sola motivata eccezione di quelli da assegnare ad attività da rendere in presenza costituisce palese violazione di legge, che espone il datore ad evidenti responsabilità, tanto maggiori quanto più si prolunga la reticenza nell’attuazione della norma. Infatti, si prolunga sia il pericolo di esposizione del lavoratore al contagio , sia il potenziale danno alla salute pubblica : la contrazione del virus in forma asintomatica rende il lavoratore un potenziale elemento di notevole diffusione dell’infezione.

Premesso ciò, dalla più recente normativa si ricavano i seguenti principi:
– il dirigente è obbligato ad organizzare per tutti i dipendenti la prestazione lavorativa in
modalità agile;
– non occorre alcuna istanza del dipendente per essere autorizzato allo svolgimento del lavoro agile, essendo stato derogato l’istituto dell’accordo e, quindi, del consenso del lavoratore;
– il dipendente potrà utilizzare sia dispositivi mobili messi a disposizione dal datore di lavoro, sia anche gli strumenti hardware già utilizzati in ufficio, concessi in comodato, sia ancora strumenti informatici nella propria disponibilità;
– la modalità agile di svolgimento della prestazione lavorativa può essere autorizzata anche laddove ​il dipendente non disponga o non possa essere dotato di strumenti tecnologici, in quanto tale presupposto non è previsto dalla legge come requisito obbligatorio ma solo “possibile”.

Da ciò consegue che, fatti salvi i casi in cui è necessaria per legge o motivata per necessità la presenza in servizio, per tutti i dipendenti la prestazione lavorativa dovrà essere resa dall’esterno dell’ufficio, sulla base di questa nuova formula organizzatoria del lavoro pubblico prevista in via generale dal legislatore dell’emergenza. Da ciò consegue che il dirigente difficilmente potrà motivare l’impossibilità di organizzare la prestazione in modalità agile , riducendosi tale casistica alle attività degli operatori (cat. A) e di alcuni esecutori (cat. B), ma non potendo in linea di massima costituire un ostacolo all’applicazione della regola generale l’assenza di strumentazioni tecnologiche o di strumenti di connessione; con riguardo a questi ultimi, facendo applicazione dell’art. 36 del codice dei contratti o, anche, della procedura introdotta dall’art. 75 del d.l. 18/2020, risulta possibile in poche ore provvedere all’attivazione di contratti di connettività, secondo le varie formule disponibili sul mercato.

Da quanto fin qui detto, ne deriva che ciascun dirigente – fermo restando l’obbligo di assicurare senza soluzione di continuità tutte le attività relative alla gestione dell’emergenza – non può non effettuare una attenta ricognizione sia della posizione giuridica del personale assegnato che della situazione organizzativa e di contesto degli uffici e delle attività e funzioni da espletare, anche alla luce della disposizione di cui all’art. 103, comma 4, del d.l. 18/2020 che espressamente dispone che non è ammissibile alcuna interruzione dei termini di pagamento di stipendi, corrispettivi, canoni ed indennità, e
predisporre un piano delle attività che indichi persone, risorse obiettivi e tempi, tenendo conto che se è vero che i termini procedimentali sono sospesi, è anche previsto l’obbligo di adozione “ di ogni misura idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti ” (art. 103, comma 1, secondo periodo).

Alla luce delle superiori considerazioni, ricavate da documenti elaborati da esperti in diritto
amministrativo, questa O.S. resta in attesa di conoscere se siano state preventivamente regolamentate le modalità di svolgimento di lavoro agile, con la predisposizione dell’elenco dei servizi essenziali nonché quello delle attività da rendere in presenza nel rispetto delle procedure sopra evidenziate”.

Ultimo aggiornamento

Orazio Vasta

Orazio Vasta