10 Marzo 2020
Italia chiusa per virus

Drammatica scelta del governo per fronteggiare il contagio del virus COVID-19. Le zone rosse si estendono a tutta Italia che diventa “zona protetta”.
David contro Golia
Guai ai vinti, è l’allocuzione che secondo Livio fu pronunciata da Brenno, capo dei Galli Senoni, nel IV a.C. dopo aver sconfitto e occupato Roma. Quelle parole e la rinascita di Roma devono insegnarci che non dobbiamo arrenderci! La lotta sarà dura e quanto mai impari, contro un nemico invisibile e subdolo. Come David contro Golia il Covid-19 microscopico, invisibile ci ha messo in ginocchio. Altro che eserciti potenti e titani invincibili. Il nemico pericoloso è sempre quello che meno ti aspetti. Come un topolino che mette in fuga l’elefante, il Coronavirus abbatte il gigante: l’uomo, tanto tracotante, presuntuoso, come la società moderna che ha creato.
Tutte le vulnerabilità, dalle morali alle psicologiche fino ad arrivare a quelle fisiche sono state messe a nudo. Battuti dalla sua sola presenza infinitamente minuscola ma quanto mai potente di un groviglio di poche molecole. Alla fine il buon senso della resa strategica arriva. Tardiva, colpevolmente tardiva. E in Italia ora si scappa, ci si rifugia come topi in trappola.
L’ esperienza cinese non insegna agli italiani
I medici piemontesi imparano dall’esperienza lombarda. Loro non fanno i politici, ma analizzano i dati e i comportamenti, cercando di affrontare in modo diverso, dai loro confinanti colleghi, l’emergenza. Chiudono i reparti desinati ai malati di COVID-19 così da gestire le altre urgenze. Ma la situazione è grave ugualmente. Un esempio: in un ospedale vengono allestiti 7 posti letto destinati ai malti di Coronavirus, ma in 48 ore si esauriscono.
L’esperienza cinese sulla crisi Coronavirus invece è stata buttata, dal Governo italiano, nello sciacquone. È stata ignorata da un falso perbenismo e dall’ignoranza, dagli occhi accecati dall’odio verso chi non voleva una promiscuità oltre ogni limite della ragione. Non era razzismo, non era voler tenere lontano i cinesi. Non era cercare di evitarli, sia in patria che in casa loro, per le loro diversità fisiche. Si chiamava coscienza, si chiamava prevenzione!
Evviva la globalizzazione
Giuseppe Conte disse: «L’Italia non sarà un lazzaretto». Questo Paese cos’è ora? Al Sud, nelle Isole vi sono strutture ospedaliere che non riescono a gestire nemmeno un maxi tamponamento, figuriamoci un’epidemia e lui cosa fa? Si affida al buonsenso lasciando il fragile Meridione alla mercé della follia italica. Affidandosi alla moralità degli Italiani, voltagabbana da record. Instaura delle misure di contenimento, ma solo sulla carta senza un piano di applicazione. Scrive un decreto come se una firma posta su un minuscolo pezzo di carta possa fermare un flusso di moltitudine di schegge impazzite. Nel Paese dove ogni regola è elusa si chiede il buon senso. Praticamente come fermare le cavallette piazzando uno spaventapasseri! L’esodo di Milano depone male, anzi malissimo.
Impotente, Conte ora allarga la zona rossa a tutto il Paese e la chiama zona protetta. Ma chi è protetto? Non certo gli italiani che si trovano il nemico, fatto entrare dalla porta principale e con tutti gli onori, dentro casa. Allora evviva la globalizzazione, ma solo in Italia, perché all’estero non ne vogliono sentire parlare. Soprattutto di Italiani alla frontiera.






