18 Febbraio 2020
Nato sotto il segno delle API, il nuovo “partito siciliano”. Fra i fondatori Erasmo Vecchio e Salvo Fleres

Nella galassia politica che fa riferimento alla Trinacria, con un partecipato congresso di fondazione, è sorto a Palermo un nuovo partito interclassista denominato “UNITA’ SICILIANA – LE API “. Fra i tanti fondatori Erasmo Vecchio, di Noi Siciliani, e Salvo Fleres, ex deputato regionale di Forza Italia.
Architetto Vecchio,parlami del congresso di fondazione delle API
“UNITA’ SICILIANA – LE API ” parte dal basso con oltre quaranta associazioni, movimenti, organizzazioni di base e gruppi sicilianisti. Un soggetto politico alternativo ed antagonista dei partiti. Il Congresso si e’ svolto a Palermo il 15 e 16 febbraio ed ha visto la partecipazione di oltre seicento persone, e ha registrato 52 interventi. Al termine del Congresso sono stati eletti: Andrea Piraino, Presidente, Felice Coppolino, segretario regionale ed Erasmo Vecchio, presidente del Comitato dei Garanti.
Una delegazione del neo partito politico partecipera’ alla manifestazione che si terrà a Palermo domenica 29 marzo , in occasione dell’ anniversario della rivolta del Vespro del marzo 1262″.
Architetto Vecchio, un altro partito nella tormenta galassia della Trinacria?
“Nasce UNITA’ SICILIANA – LE API, il Partito dei Siciliani, per fare uscire la Sicilia dalle sabbie mobili della partitocrazia e dell’ascarismo. Un partito che faccia dimenticare le esperienze disastrose guidate di uomini che costruivano soggetti autonomisti piu’ per scopi personali e per ripicca ai partiti in cui avevano pascolato per decenni che per amore verso la nostra terra. Adesso non si punta piu’ allo zerovirgola ma a raggiungere il 60% dei consensi portando milioni di siciliani a sostenere un loro partito che li difenda e li rappresenti, a Palermo, a Roma e in Europa. Per rinegoziare l’accordo pattizio che diede vita allo Statuto speciale, tradito e vilipeso dai partiti tutti. Io, nella qualita’ di Presidente del Comitato dei Garanti e il Prof. Andrea Piraino ci adopereremo affinche’ la rotta del Partito sia quella tracciata dal Congresso fondativo”.
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Erasmo Vecchio, cosa rimane della tua esperienza nel movimento Noi Siciliani?
– “Noi Siciliani nasce il 13 dicembre 1994, costituito presso il Notaio Enrico Maccarrone. Segretario politico Erasmo Vecchio, ancora in carica. Il Partito dopo le elezioni regionali del 1996 – dove ebbe circa 50mila voti ed un seggio – ha avuto diaspore e vicende controverse. Nel 1998, da una unione tra il movimento originario ed il Movimento Comunitario siciliano nasce il movimento Federalisti comunitari Noi Siciliani, che apri’ ad altre confluenze e partecipò ad altre elezioni. In ogni caso, il primo Noi Siciliani e’ ancora in vita”.
Fra le 40 organizzazioni sicilianiste che hanno aderito alle API non c’è il Movimento Siciliani Liberi.
Ecco come Raffaele Panebianco, segretario etneo del movimento, spiega a Free Press Online il perché: “Unità Siciliana di chi ? Quando si intraprende un percorso bisogna analizzare quello che si è fatto prima e quello che si vuole fare. Anche perché i disastri che sono sotto gli occhi di tutti, chi li ha causati ? se non chi ha governato a turno questa martoriata terra. Ragazze e ragazzi che sono costretti a partire per mancanza di lavoro, infrastrutture da quarto mondo, 5 anni per il ponte “Himera” sulla CT-PA e la frana sulla CT-ME – è sono ancora lì, etc. etc. – i servizi negati e deficitari anche per i più deboli, prodotti, produttori, tante categorie osteggiati e in difficoltà, devastazione ambientale per un pezzo di pane amaro ( Gela, Priolo e Milazzo ). Non ho sentito un chiaro mea culpa da parte di questi signori, che hanno assistito al massacro delle prerogative dello Statuto Siciliano e dell’Autonomia, dei “furti” dello stato di oltre 10 miliardi di euro l’anno e l’azione devastante, sulla Sicilia e sui Siciliani, delle segreterie dei partiti italiani in cui hanno militato, ma mai dire mai … , aspettiamo di vedere i fatti. Siciliani Liberi non fa parte di questo nuovo soggetto politico, tuttavia auguriamo buon lavoro, auspicando sempre che si agisca nell’interesse della Sicilia e dei Siciliani che sono fortemente indignati e non ne possono più”.
Nella dichiarazione di Panebianco è chiara la critica mossa nei confronti di chi è stato nei partiti nazionali e adesso si ritrova nelle API. Fra questi esponenti politici c’è Salvo Fleres, che, dopo un lungo periodo d’assenza dalla politica attiva, dal centro destra targato Forza Italia a uno dei padri fondatori del partito Le Api, che si dichiara senza collocazione di area politica. Di seguito la mia intervista all’ex parlamentare dell’ARS.
Salvo Fleres,come spiega il suo impegno nella fondazione delle API?
– “I partiti nazionali rispondevano / rispondono a logiche che consideriamo superate. Per troppo tempo, approfittando delle divisioni ideologiche, la Sicilia ha contribuito, spesso inconsapevolmente, a costruire I successi di partiti che l’hanno ridotta nelle condizioni in cui si trova, perché le dinamiche di governo dei partiti nazionali non rispondono alle esigenze dei territori ma a quelle dei gruppi dirigenti espressione dei vari poteri finanziari”.
Fleres, le API, ovviamente, parteciperanno alle elezioni. A tutte le elezioni? Anche a quelle nazionali ed europee?
– ” In questo momento Le API pensano ad organizzarsi. Quando saranno pronte ad affrontare una campagna elettorale lo faranno a tutti i livelli”.
Fleres, qual’e’ la posizione del partito sull’UE ?
– “L’Europa deve essere ripensata a partire dalle regioni e guardando alle aree come quella mediterranea nella quale si affaccia essa stessa ma anche l’Africa e l’Asia. Auspichiamo una seconda camera europea che rappresenti le regioni ed i popoli ed abbia poteri legislativi”.
Fleres, e qual’e’ la posizione sulla NATO, considerato che l’Arcipelago Siciliano è totalmente militarizzato?
– ” Il Mediterraneo costituisce un’area molto particolare che deve essere ripensata alla luce delle sue specificità. Le politiche di difesa vanno collocate all’interno di quello che si intende realizzare in un rinnovato contesto di cooperazione internazionale. In questo auspicato processo di cambiamento la Sicilia deve assumere un ruolo da protagonista” .







