31 Gennaio 2020

I marines nelle scuole pubbliche statali: invasione!

I marines nelle scuole pubbliche statali: invasione!

Non si contano più in Sicilia le scuole pubbliche statali di ogni ordine e grado in cui si svolgono incontri con i marines della base di Sigonella. “Incontro”, “scambio culturale”, “progetto di lingua”, l’ultimo della serie di è svolto a Caltagirone il 24 gennaio, come denuncia, con un comunicato, il

Comitato Mamme No Muos di Caltagirone assieme a
– Ass. Namaste’ Caltagirone
– Ass. Mediterraneamente Caltagirone
– Ass. Ramarro Caltagirone
– Ass. Cives Caltagirone
– LPs Liberi pensieri studenteschi Caltagirone
– ARCi Amari Caltagirone
– Ass. Astra Caltagirone.

Inopportuno che rappresentanti e mesterianti di guerra
facciano ingresso nella scuola

“Con grande rammarico – si legge nel comunicato indicato sopra – abbiamo appreso che Venerdì 24 Gennaio, presso
la scuola media Piero Gobetti di Caltagirone, si è svolto un singolare
incontro tra studenti e marines di Sigonella. Un pacchetto
preconfezionato e offerto da tempo a molte scuole siciliane come
“scambio culturale” che rientra in progetti di lingua.
Inutile ricordare a noi adulti cosa i marines rappresentino nel nostro
territorio e nel mondo.
Crediamo fermamente che in una scuola, soprattutto secondaria di primo
grado, sia inopportuno che rappresentanti e mesterianti di guerra
facciano ingresso.
Ci chiediamo quale sia stata la motivazione educativa e didattica che
abbia spinto ad approvare questa proposta, in un momento in cui la
guerra e la violenza generale, di immagini, giochi, verbale e fisica,
sembrano aver preso il sopravvento su esempi positivi, pacifici,
costruttivi e di speranza.
Nessuna polemica sterile verso un plesso che cresce con amore e
dedizione futuri cittadini. Ma cosa abbia spinto una tale iniziativa non
è chiaro.
La scuola, da sempre, si fa carico, con valori etici e morali fondanti,
del bagaglio identitario e culturale per i nostri ragazzi e la stessa
scuola, con attenzione pedagogica, non può trasmettere nozioni o
esperienze che possano essere vissute, senza un comprovato senso
critico.
Ci chiediamo pertanto come, in una terra come la nostra con tante
risorse culturali
non possa esserci stata un alternativa ai marines.
Altro appunto riguarderebbe la “settimana” che ha visto svolgere tale
iniziativa.
Settimana da sempre impegnata, in milioni di scuole, a tenere alta la
“memoria”, il ricordo più nero della nostra storia, affinché le
generazioni a venire ne siano inorridite e spaventate tanto da formarsi
per la creazione di un mondo di uguaglianza, solidarietà e pace, contro
le guerre e olocausti, tuttora presenti in tutto il mondo.
Vogliamo ora credere che sia stata solo una leggerezza e che la scuola
continui ad essere promotrice di grandi valori morali, come la Pace e
che soprattutto ne diventi garante, offrendo modelli educativi e
culturali che non abbiano nulla a che fare con la guerra”.

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Orazio Vasta

Orazio Vasta