31 Dicembre 2019

Nicoletta Dosio, prelevata da casa come se fosse latitante

Nicoletta Dosio, prelevata da casa come se fosse latitante

L’arresto di Nicoletta Dosio, avvenuta il penultimo giorno dell’anno e per una condanna relativa al 2012, è un atto che l ‘Associazione Nazionale Giuristi Democratici definisce “Una storia sbagliata”.

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“Una storia sbagliata – si legge in una nota diffusa dall’ANGD – fin dall’inizio e oggi più che mai: Nicoletta Dosio, 73 anni, condotta in carcere per una condanna definitiva ad un anno di reclusione per una delle manifestazioni “No Tav” più comprensibile a tutti —del 2012!— dopo che un altro attivista (Luca Abbà) era rimasto folgorato nel corso di una pacifica protesta su di un traliccio, manifestazione assolutamente non violenta”.

Un cantiere infinito di un’opera inutile

“Dall’altra parte – continua il comunicato – un cantiere infinito di un’opera mastodontica, inutile per i più e dannosa secondo molti, la linea per il Treno ad Alta Velocità che un giorno (forse) collegherà un po’ più velocemente Torino a Lione, dopo che tutti i decisori (da cui, in origine, sono stati escluse legislativamente, con la legge grandi opere, le comunità interessate) avranno completato la militarizzazione dell’area del mega cantiere, diventata, con le disposizioni introdotte furtivamente nella legge “antifemminicidio” del 2013, “sito sensibile” la cui violazione comporta pene aggravate e dopo la conclusione dei lavori (oggi difficilmente immaginabile) a opera delle aziende incaricate, di cui buona parte fallite in corso d’opera e/o in odor di mafia”.

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Anni di repressione

“La critica ad una simile opera – evidenzia l’ANGD – appare del tutto legittima e la repressione di eventuali reati dovrebbe avvenire con lo stesso metro di valutazione utilizzato per altri settori.
Questa mega opera, contestatissima, costosissima e che, se e quando sarà mai ultimata sarà già superata, è costata al territorio su cui insiste decine e decine di processi (più o meno “maxi” e conosciuti, ma comunque pesantemente incidenti sulla libertà delle persone e sulla possibilità di prosecuzione pacifica della protesta) contro chi vi si oppone, misure cautelari, condanne pesanti in procedimenti “simbolici”, su cui la Cassazione è intervenuta ripetutamente negandone, in alcuni casi, la legittimità.
Anni di attività giudiziaria dedicata quasi esclusivamente a punire con condanne esemplari ogni singolo comportamento ostativo a una scelta giustamente criticata da più parti, incluse forze oggi al governo del paese. Una giustizia orientata, “forte con i deboli e debole con i forti”, indifferente alle legittime ragioni di una protesta con caratteri larghi e popolari. Un uso della giustizia in cui non ci riconosciamo”.

La lotta di Nicoletta Dosio

“In questa lotta – si legge nella nota- Nicoletta ha fatto la sua parte con coerenza e dignità e intende dimostrare, con il suo rifiuto di misure alternative al carcere, l’ingiustizia di una repressione contro il movimento No Tav a un livello che non si riscontra in altri settori.
Chiediamo con forza che le sia riconosciuto, come segnale di cambiamento nei rapporti con il conflitto sociale, un provvedimento d’ufficio di concessione della grazia”.

 L’ANGD sul TAV chiede un cambio di rotta

“I Giuristi Democratici – conclude il comunicato – confermano il loro impegno a difesa del sacrosanto diritto alla protesta contro la regina delle grande opere inutili, chiedendo un radicale cambio di rotta nella gestione dei conflitti sociali e ambientali, quale è certamente quello relativo al progetto Tav, che dovrebbe tornare a essere materia di un serio, civile, realistico e produttivo confronto tra comunità e governi locali e centrali, anziché materia di giudizi penali e ostentazione di potere militare e di ordine pubblico.
31 dicembre 2019”.

Presidi “Nicoletta Libera!” in tutto il Paese

In tutto il Paese, nonostante la giornata di fine anno, si stanno svolgendo presidi davanti alle prefetture e allo stesso carcere “Le Vallette” di Torino dove Nicoletta è stata rinchiusa.
Sempre a Torino, Pietro Cusimano, dell’USB, attraverso Facebook, ha lanciato questo appello : “Un CapodannoMilitante chi viene?
Stasera andrò a Torino per passare il capodanno in presidio sotto il carcere de Le Vallette per chiedere la liberazione di Nicoletta Dosio.
Se qualcuno vuole unirsi, mi contatti”.

A Catania, il 2 gennaio, con inizio alle ore 18 si svolgerà un presidio davanti alla prefettura.

Ultimo aggiornamento

Orazio Vasta

Orazio Vasta