20 Dicembre 2019

Confindustria in piazza contro la stabilizzazione di ex LSU-ATA e Appalti Storici

Confindustria in piazza contro la stabilizzazione di ex LSU-ATA e Appalti Storici

Confindustria scende in piazza contro la stabilizzazione di ex LSU-ATA e Appalti Storici. Il commento di Usb a sostegno dei lavoratori.

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“Scherzi a parte” e “Lercio” non c’entrano. C’entra la Confindustria. C’entrano i padroni. In questo caso quelli dell’Associazione Nazionale Imprese Pulizie(ANIP), che hanno tenuto a Roma un presidio nazionale per manifestare la contrarietà verso il Decreto interministeriale e il successivo Bando che sancisce la internalizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori, circa 12 mila, (ex LSU, ATA, Appalti Storici ) impiegati nei servizi di pulizia nelle scuole pubbliche statali.

Dalla CGIL alla Confindustria

Il Decreto ha fatto seguito alla legge di Bilancio 2019 che ha sancito che dall’1 gennaio 2020 all’interno delle scuole pubbliche non ci debbano essere aziende private, legge di Bilancio che la Confindustria ignora, come se il tanto avversato Decreto sia un pericoloso capriccio spuntato dal nulla.
Per certi aspetti il Decreto è stato avversato anche da CGIL CISL UIL SNALS e GILDA (prove tecniche per il sindacato unico del “rivoluzionario” Landini, macari anche con la Confindustria?) .

Il Decreto è una conquista in solitaria dell’USB

In realtà il Decreto tanto odiato dal profitto, è stato conquistato, perché di una conquista si tratta, dalle lavoratrici e dai lavoratori organizzati attraverso l’USB, sindacato di classe che in solitaria non ha mai fatto un solo passo indietro, per la felicità, in primis, di Lorenzo Mattioli, presidente di ANIP-Confidustria.

Il terrorismo di Confindustria

Mattioli sostiene che la sua associazione è stata costretta “ a ricorrere alla mobilitazione a fronte di un vero e proprio muro di silenzio di quanti, in queste ore, stanno mettendo a rischio il futuro di oltre 16mila lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato che verranno licenziati dallo stato per essere internalizzati con stipendi dimezzati”.
Che dire? Ricordando ancora una volta che non siamo su “Scherzi a parte” e nemmeno su “Lercio”, non si può non evidenziare la gravità delle dichiarazioni di Mattioli che pretendono di terrorizzare tutte quelle lavoratrici e lavoratori che da oltre vent’anni sono dipendenti di aziende-cooperative che, in gran parte, hanno imposto periodicamente
il passaggio da una ditta ad un’altra, con un contorno di varie tipologie di contratti, compresi i contratti part-time e a tempo determinato.

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Lavoratrici e lavoratori ex LSU ATA Appalti Storici

Non c’è fine all’arroganza del profitto

La Confindustria, per bocca di Mattioli, “denuncia” che “Lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato verranno licenziati dallo stato per essere internalizzati con stipendi dimezzati”.
Non c’è fine all’arroganza del profitto. Infatti, Mattioli annuncia che sarà fatto di tutto per bloccare la stabilizzazione, che lo stesso definisce testualmente “FOLLIA”, di circa 12 mila persone, stabilizzazione che avverrà ufficialmente dall’1 marzo da parte del MIUR.

Nelle sedi dell’USB continua l’invio online della documentazione al MIUR per il concorso

Intanto, mentre Mattioli & Company preparano elmetti e moschetti con l’intendo di bloccare il Decreto, macari con una nuova edizione della Marcia su Roma di fascio memoria, le lavoratrici e i lavoratori, nelle sedi dell’USB, stanno inoltrando, in tutta Italia, le domande on line al MIUR per partecipare al Bando che sancirà la graduatoria per accedere all’impiego pubblico statale, circa 12mila persone, età media 50 anni, donne e uomini che la Confindustria vorrebbe invece ancora schiave e schiavi delle imprese private.
Lorenzo Mattioli se ne faccia una ragione, la lotta di classe c’è, e malgrado i suoi amici sindacati collaborazionisti, riesce anche a vincere.

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Orazio Vasta

Orazio Vasta