16 Dicembre 2019

Serrato dibattito sulla strage di Piazza Fontana

Si è svolto ieri l’ assemblea-dibattito in occasione della strage di Piazza Fontana e della morte di Giuseppe Pinelli.

di Carlo Genovese

A Catania, presso la sede del Comitato di Solidarietà Popolare “Graziella Giuffrida” si è svolto ieri l’ assemblea-dibattito organizzata dal collettivo anarchico Laboratorio Libertario Landauer in occasione dei 50 anni trascorsi dalla strage di stato del 12 dicembre 1969 e della morte del ferroviere sindacalista anarchico Giuseppe Pinelli,  nella strage di Piazza Fontana, “volato” dal quarto piano della questura di Milano. All’assemblea ha fatto seguito la cena sociale a cura della Brigata Arditi del Mestolo “Lescassarôles”. Invece, per motivi tecnici, è stata rinviata a data da destinare la visione del documentario “12/12 – Piazza Fontana”, un lungo documentario con tanto materiale inedito e con testimonianze dirette dei protagonisti.
L’assemblea è stata aperta con la relazione di Alessio Giannetto, che , con il supporto di documenti giornalistici dei primi anni ’70, ha analizzato il momento storico, mettendo in evidenza il punto di vista degli anarchici ed evidenziando la repressione scatenata contro di essi.

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Alessio Giannetto

Alla relazione di Alessio ha fatto seguito l’intervento di Sesto Schembri (PMLI), che ha aperto il dibattito, fra l’altro, con una testimonianza collegata al 12 dicembre 1969: ” Subito dopo la strage di Milano, i carabinieri avevano preso di mira, oltre gli anarchici, i militanti marxisti-leninisti. Non solo a Milano, ma anche a Catania. Io stesso ho ricevuto la visita dei carabinieri a casa, a Pedara. Cercavano bombe. La perquisizione non ebbe frutti, ovviamente. E uno dei carabinieri mi disse che avevano ricevuto una segnalazione. Questo era il clima politico, criminaluzzante e repressivo dopo la strage”.
Un rappresentante del Comitato San Birillo ha sottolineato che oggi la repressione è preventiva, cerca di svilere le lotte per impedire di esplodere. Salvatore D’Arrigo, del Partito Comunista dei Lavoratori, ha puntato il dito sul sistema capitalista che alimenta la repressione e il terrorismo fascista per impedire o per bloccare la lotta delle classi lavoratrici. Per la Federazione del Sociale USB Catania è intervenuto Orazio Vasta : ” Non dimentichiamo che il conflitto sociale, se non coinvolge, rendendola protagonista, la classe lavoratrice è destinato alla sconfitta. La lotta contro la repressione, i decreti Minniti-Salvini, o è lotta di classe o è aria fritta!”.
Presenti all’assemblea anche rappresentanti del CPS “G.Giuffrida”, di Rifondazione Comunista, di Sinistra Anticapitalista.

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redazione

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