06 Settembre 2019
Messina, attacco ai sistemi informatici del Policlinico: struttura bloccata
Una situazione di vera e propria emergenza si è verificata a Messina, dove un attacco hacker ai sistemi informatici del Policlinico ha messo a repentaglio tutta la sicurezza dei pazienti. La struttura si è bloccata per qualche giorno, per tentare di rimuovere il virus che ha dato vita a tutto ciò.
Attacco ai sistemi informatici del Policlinico
I sistemi informatici dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico G. Martino di Messina sono stati presi di mira dagli hacker a partire dal 28 agosto alle 20.26. Dopo le verifiche, ecco che arriva la comunicazione ufficiale da parte dell’azienda: “È stata constatata la presenza del virus cryptolocke denominato Phobos, la cui presenza nel web è datata marzo-aprile corrente anno. Ad oggi, non sono disponibili procedure o soluzioni per poter ripristinare le macchine colpite“.
Il virus in questione, Phobos, è in grado di crittografare i dati inseriti all’interno dei sistemi informatici per poi copiarli. Il tutto dura finché non viene pagato un riscatto per riavere indietro tutte le preziose informazioni.
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Fonte Foto: gazzettadelsud.it
“L’operatività è quasi a regime”
Fortunatamente, l’attacco hacker ha coinvolto soltanto una parte del sistema informatico in cui non vi sono dati sensibili, ma solo application server. Successivamente, però, pare che la situazione sia rientrata entro i margini di normalità. Dall’azienda, infatti, comunicano: “Abbiamo ripristinato tutte le macchine colpite e abbiamo reintegrato le funzionalità degli application server coinvolti. Comunque l’operatività è quasi a regime“.
Antonio Levita, direttore sanitario, spiega a MessinaToday.it: “Abbiamo immediatamente messo in atto tutte le attività di ripristino e recupero di tutte le informazioni. Si tratta di tanti sistemi concatenati fra di loro, quindi il lavoro di ripristino è abbastanza articolato. Posso dire solo che complessivamente ha funzionato il nostro sistema di protezione ma abbiamo dovuto ripristinare il tutto e speriamo di completare presto, per arrivare al cento per cento della risoluzione“.
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