07 Agosto 2019

Trapani, durante i colloqui in carcere si scambiano le scarpe: contenevano droga e cellulari

Trapani, durante i colloqui in carcere si scambiano le scarpe: contenevano droga e cellulari

La cronaca locale ci riporta la notizia di un padre, detenuto presso il carcere di Castelvetrano, in provincia di Trapani, e suo figlio che, durante i colloqui in carcere, si scambiano le scarpe. All’interno, queste contenevano droga e cellulari. Un tentativo, però, rivelatosi fallace dato che è stato smascherato dalla Polizia Penitenziaria.

Durante i colloqui in carcere si scambiano le scarpe

L’episodio si è verificato all’interno del carcere di Castelvetrano, in provincia di Trapani, dove un uomo, figlio di un detenuto catanese, durante il colloquio, ha tentato di introdurre droga e cellulari presso la struttura penitenziaria per passarli al padre.

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Infatti, i due indossavano identiche e sotto le suole di un paio c’erano due microtelefoni con sim, caricabatteria e droga. La Polizia Penitenziaria, però, ha scovato l’inganno e ha denunciato padre e figlio.

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carcere castelvetrano

Fonte Foto: lasiciliaweb.it

“Una situazione preoccupante per la sicurezza”

Il segretario nazionale Uspp Ugl Francesco D’Antoni ha denunciato quanto accaduto. Poi ha aggiunto: “Il lavoro della Polizia Penitenziaria, nonostante la gravissima carenza di personale.a Castelvetrano e negli Istituti siciliani, ha raggiunto una situazione davvero preoccupante per la sicurezza della collettività. Non basta nemmeno più lo spirito di abnegazione e sacrificio.dei pochi agenti di Polizia Penitenziaria, stremati dai carichi di lavoro e costretti ad espletare lavoro straordinario.come di recente denunciato delle segreterie locali delle Organizzazioni sindacali di comparto di Castelvetrano“.

Infine, conclude: “La ‘semplicità’ con cui si sono consumate le evasioni, i tentativi di introdurre cellulari e sostanze stupefacenti non può passare inosservata e deve portare a una profonda riflessione e a interventi concreti e immediati affinché si affronti seriamente, una volta per tutte, l’adeguamento di organico alle esigenze lavorative all’interno dei penitenziari in ogni turno di servizio e di sistemi di videosorveglianza di ultima generazione che abbiano funzione deterrente e che possano attivarsi in caso di tentativo da parte di qualche malintenzionato a turbare l’ordine e la sicurezza degli Istituti“.

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redazione

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