10 Luglio 2019

Chiusa del Cara di Mineo e la visita di Matteo Salvini: “Ha cavalcato l’onda nera del razzismo”

Nel corso della giornata di ieri si sono tenute una lunga serie di iniziative contro la presenza del Ministro Salvini; iniziata verso le 11:00 con un presidio di decine di donne di associazioni locali a Caltagirone per l’inaugurazione di una caserma di Polizia, è proseguita al Cara dove si sono tenuti 2 presidii durante la mattinata, tra i quali uno indetto dalla Cgil (Filcams e Funzione pubblica).

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Chiusa del Cara di Mineo e la visita di Matteo Salvini

Il 9 luglio 2019 è stata una giornata dedicata a impegni istituzionali e presidi per via della presenza di Matteo Savini in Sicilia. Presenti anche Rete Antirazzista Catanese, insieme a Borderline Sicilia, Restiamo Umani, NoMuos, Piazzetta, Red Militant. In una nota alla stampa Rete Antirazzista Catanese ha dichiarato: “Siamo dispiaciuti del comportamento di una parte dei lavoratori della Cgil, che non ha gradito la nostra presenza perché vuole soltanto la riapertura del Cara. Mentre un lavoro dignitoso per gli operatori si potrà ottenere solo sconfiggendo le scelte del governo gialloverde e rilanciando l’accoglienza degli SPRAR“.

“Il Ministro Salvini ha cavalcato l’onda nera del razzismo”

Nella nota è possibile leggere anche: “Da sempre ci siamo schierati contro l’apertura del Cara, simbolo europeo del mega business della pseudo accoglienza ed abbiamo sostenuto le giuste proteste dei e delle richiedenti asilo contro le condizioni d’invivibilità, d’insicurezza e di violenza che per 8 anni hanno subito decine di migliaia di persone parcheggiate a tempo indeterminato, sfruttate dai caporali delle campagne calatine e donne migranti costrette a prostituirsi nell’indifferenza delle ingenti forze di polizia, carabinieri ed esercito. Il Ministro Salvini ha cavalcato l’onda nera del razzismo per chiudere non il Cara della mala accoglienza e di MafiaCapitale, ma per smantellare l’accoglienza in generale, come dimostrano i 2 decreti sicurezza scritti per criminalizzare non solo le ong delle navi umanitarie, ma anche il sistema Sprar e le sue esperienze più avanzate, come a Riace“.

“Non ci rimane che seguire i casi dei migranti trasferiti nel crotonese”

Dopo aver presidiato dalle 11 sotto il cavalcavia con striscioni e musica alle 12,15 circa 20 persone il presidio ha continuato verso l’ingresso principale “dove avremmo dovuto tenere la conferenza stampa, che ci è stata impedita da uno sbarramento di carabinieri a poche decine di metri dal cavalcavia, dopo oltre un’ora, avendo verificato che il ministro Salvini fosse entrato , ci è stato permesso di raggiungere il luogo concordato“. Sono intervenuti i
rappresentanti di alcune realtà promotrici Rete Antirazzista Catanese, MeDU, Restiamo Umani, Cobas, un ex dipendente del Cara di Nessunoèstraniero, Borderline Sicilia. Finita la kermesse, spenti i riflettori dei media, affluiti in massa, “non ci rimane che seguire i casi dei migranti trasferiti nel crotonese e le decine di casi di ‘invisibili’– conclude Rete Anti Razzista-, trattati da rifiuti sociali da ignorare non solo dalle istituzioni, ma purtroppo da quasi tutti i media con rarissime eccezioni“.

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redazione

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