01 Luglio 2019

Caso Sea Watch: Carola Rackete viene sentita dal Gip e a Pozzallo sbarcano altri 42 migranti

Il caso Sea Watch continua ad essere nel mirino della cronaca italiana. La capitana Carola Rackete è stata sentita dal Gip e a Pozzallo, in provincia di Ragusa, sono state fatte sbarcare altri 42 migranti.

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Caso Sea Watch

Dopo un lungo tira e molla, la capitana della Sea Watch ha deciso di forzare il posto di blocco della Guardia di Finanza, speronando una motovedetta, nel porto di Lampedusa facendo sì che i migranti che si trovava a bordo della Sea Watch venissero fatti scendere. Un’azione voluta dalla capitana Carola Rackete che aveva già dichiarato di essere disposta a forzare il posto di blocco pur di portare in salvo le persone che si trovavano a bordo della Sea Wacth.

Per la capitana, sabato 29 giugno 2019, sono stati disposti gli arresti domiciliari sull’imbarcazione e oggi è stata prelevata dai militari e condotta davanti al Gip per un interrogatorio. Nel frattempo le tratte dei migranti non si arrestano. Ecco cos’è successo a Pozzallo.

42 migranti sbarcati a Pozzallo

Nel corso delle ultime ore è sta confermata e diffusa la notizia secondo cui 42 migranti, provenienti dall’Africa centrale, sono stati fatti sbarcare al porto di Pozzallo in provincia di Ragusa.

Le persone in questione secondo quanto reso noto dalla Questura di Ragusa, come pubblicato da Ansa, avrebbero pagato circa 1000 euro per il viaggio dopo due mesi di permanenza in una connection house. Successivamente si sono imbarcati in Libia, su una motopesca tunisina dal quale è stato poi lanciato l’allarme al fine di essere soccorsi.

Arrestati due scafisti

La motopesca è stata poi intercettata dalla Guardia Costiera che ha trasferito un gruppo di 12 persone a Lampedusa in quanto avevano necessità di essere soccorse mentre altri 42 migranti sono stati fatti sbarcare poi a Pozzallo.
Tutte le persone a bordo della motopesca sono state foto segnalate e trasferiti secondo il piano disposto dalla Prefettura, mentre gli scafisti, due ragazzi tunisini, sono stati posti in stato di fermo dalla polizia.

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redazione

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