27 Giugno 2019

Omicidio Valentina Salamone la sentenza: Nicola Mancuso è colpevole, condannato all’ergastolo

Si conclude oggi la vicenda giudiziaria relativa all’omicidio di Valentina Salmone, la ragazza trovata morta in una villa di Adrano il 24 luglio del 2010. Quasi 10 anni di vicenda giudiziaria che vede come unico imputato per la sua morte Nicola Mancuso ritenuto colpevole dalla Corte di Assise del Tribunale di Catania e condannato all’ergastolo.

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Ricostruzione dei fatti

Fin da un primo momento però la morte di Valentina si è presentata sospetta, nonostante venne immediatamente archiviata come suicidio. A stravolgere l’attività investigativa fu il tenente Luca Beraldo, all’epoca dei fatti in servizio presso la stazione dei carabinieri di Paternò.

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Valentina Salamone

Luca Beraldo, insieme al maresciallo Quattrocchi e al medico legale riuscirono a ricostruire la scena del crimine e quindi quanto accaduto quel drammatico giorno durante il quale Valentina avrebbe dovuto togliersi la vita. Subito dopo questi riuscirono a constatare che la ragazza il 24 luglio del 2010 non poteva essersi suicidata. Ad innescare il dubbio era stato il fatto che la vittima non avrebbe potuto raggiungere facilmente il punto dove era stata agganciata la corda e non solo. I nodi presenti nella corda erano stati fatti con una precisione quasi professionale appartenente ad alpinisti, ad esempio.

Il sangue di Nicola Mancuso

Nel momento in cui per Valentina Salamone si è cominciato a parlare di omicidio, e non più di suicidio, le attenzioni si sono concentrate su Nicola Mancuso, considerato l’autore materiale del delitto. Quanto detto è stato reso possibile grazie al ritrovamento di alcune tracce di sangue nelle scarpe che Valentina indossava il giorno della sua morte, le quali sono state oggetto di varie udienze dato che queste appartenevano alla sorella Rosanna.

Ricordiamo, inoltre, che la difesa di Nicola Mancuso ha sempre sostenuto la tesi del suicidio di Valentina Salamone dato che questa avrebbe avuto una relazione con il suo omicida, il quale era sposato con un’altra donna. Il suicidio, dunque, avrebbe avuto un movente sentimentale dato che Valentina avrebbe addirittura finto di essere incinta pur di trattenere l’uomo a sé.

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processo valentina salamone

La borsa di Valentina

Nel corso della vicenda giudiziaria, infine, si è anche parlato di due possibili tentativi di suicidio messi in atto dalla vittima, la quale avrebbe bevuto la candeggina e in una seconda occasione avrebbe anche cercato di tagliarsi le vene.

Successivamente si è anche parlato della borsa che Valentina aveva con se il giorno in cui venne uccisa, dentro la quale vennero trovati dei flaconi di tranquillanti.

La sentenza

Ad assistere alla lettura della sentenza, in video conferenza dal carcere dove si trova attualmente, è Nicola Mancuso. Oggi la Corte di Assise del Tribunale di Catania, presieduta dal giudice Maria Concetta Spanto, ha espresso il suo verdetto.

Nicola Mancuso, attualmente già in carcere, è stato giudicato colpevole e condannato all’ergastolo.

 

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redazione

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