25 Giugno 2019
Allarme carenza medici e infermieri in Sicilia: “Il servizio sanitario è prossimo al collasso”
In Sicilia gli Ordini dei Medici e degli Infermieri, oltre a Cittadinanzattiva, hanno lanciato un vero e proprio allarme per la carenza di medici e infermieri. Si attendono, infatti, risposte da parte degli organi superiori, per evitare il collasso del servizio sanitario.
Allarme carenza medici e infermieri in Sicilia
Il presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, Toti Amato, il presidente dell’Ordine degli Infermieri del capoluogo siciliano, Francesco Gargano, e il responsabile regionale di Cittadinanzattiva Giuseppe Greco hanno lanciato l’allarme per la carenza di medici e infermieri in Sicilia. Proprio Amato afferma: “Siamo preoccupati per il definanziamento della spesa pubblica, l’assenza dei Livelli essenziali di assistenza, rimasti finora sulla carta, e per il blocco dei concorsi, un problema questo particolarmente sentito in Sicilia“.
E ancora: “I medici sono sempre più sotto burnout a causa di turni di guardia stressanti. L’assenza di medici specialisti, particolarmente sentito per esempio per gli anestesisti, è un problema molto serio che non ci consente di assicurare un’assistenza accettabile ai pazienti“.

“Un infermiere in meno aumenta del 20% il rischio di mortalità”
Il problema principale è che a pagare il conto per la mancanza di medici e infermieri sono proprio i siciliani, che potrebbero essere esposti al rischio di non avere un’assistenza sanitaria dignitosa, soprattutto per quanto riguarda i pazienti con pluripatologie e di età avanzata.
Questo è quello che ha spiegato Francesco Gargano, il quale ha aggiunto: “C’è uno studio scientifico che evidenzia come il rapporto ideale tra infermiere e paziente dovrebbe essere oggi di uno a sei. Non pretendiamo tanto e auspichiamo che tale rapporto sia di almeno uno a otto, ma ci sono strutture sanitarie in Sicilia dove si arriva anche a un infermiere ogni 21 pazienti, e un infermiere ogni 18 pazienti è molto diffuso. Questo è inaccettabile. Un infermiere in meno aumenta del 20% il rischio mortalità del paziente“.
La risposta dagli organi superiori, tra le altre cose, non arriva o se c’è è frammentaria e insufficiente. Proprio Gargano ha continuato: “Gli ultimi concorsi sono stati banditi nel 2009. Ne abbiamo parlato con l’assessore regionale che naturalmente non può far altro che allargarci le braccia perché obbligato a rispettare i tetti di spesa“.
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Fonte Foto: leggo.it
Come arginare, o attutire almeno, il problema?
Si auspica, quindi, nei prossimi anni un miglioramento per garantire un servizio sanitario che, altrimenti, sarebbe prossimo al collasso. L’appello lanciato dai suddetti Presidenti degli Ordini e da Cittadinanzattiva si muove proprio.in questa direzione: tentare di far riflettere sulla situazione per cercare il modo di arginare il problema o, quanto meno, attutirlo.
Proprio Giuseppe Greco, segretario regionale di Cittadinanzattiva, ha detto: “C’è la necessità di aumentare il legame.forte fra malato e medici, fra malato e strutture ospedaliere. Bisogna lavorare perché il Servizio Sanitario Nazionale migliori questo rapporto. Noi auspichiamo che il Governo della Sanità possa essere affidato a persone competenti, perché si possano recuperare.sprechi e inefficienze che ci hanno portato alla situazione attuale“.
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