17 Giugno 2019

Pedopornografia a Milano, adescava le sue vittime su WhatsApp e le filmava durante gli abusi

I carabinieri di Milano hanno tratto in arresto un uomo di 48 anni che ha adescato tre adolescenti di età compresa tra gli 11 e 13 su WhatsApp. L’uomo in questione ha abusato delle sue vittime realizzando dei filmati.

Arrestato un uomo di 48 anni

Nel corso della giornata di oggi è stata diffusa la notizia secondo cui un uomo di 48 anni è stato arrestato dai carabinieri di Milano per aver abusato di tre adolescenti, di età compresa tra gli 11 e i 13 anni. L’uomo, con problemi psicologici, viveva in casa insieme ai genitori ed era ben voluto da vicini e conoscenti. Il piano del quarantottenne per adescare le sue vittime è cominciato quando è riuscito a procurarsi il numero di telefono di una bambina. Da quel contatto, successivamente è riuscito anche ad adescare le altre due vittime. Il nome con cui si presentava con un identità falsa, una bambina dal nome Giulia.

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Il calvario delle tre adolescenti è cominciato quando l’uomo, incensurato e residente a Lodigiano, è riuscito ad attirarle in casa dove erano state costrette a subite abusi che provvedeva a filmare.

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Giulia: una ragazzina crudele e minacciosa

Il quarantottenne era riuscito a creare un clima di terrore tanto che le tre ragazzine hanno mantenuto il segreto, affinché la crudele e minacciosa Giulia non facesse morire i suoi genitori chiedendo aiuto ad una maga. A tenere le retini dei loro incontri era sempre Giulia, identità dietro cui si nascondeva l’uomo, che organizzava gli appuntamenti tra Lodi e Milano. L’uomo, secondo quanto emerso dall’attività investigativa, faceva credere di essere vittima della crudele Giulia e che fosse costretto a compiere atti sessuali con lui, filmando tutto.

“Serve grande attenzione sui social”

Il pm Letizia Mannella, come riportato anche da TgCom, ha dichiarato: “Serve grande attenzione a tutti i social, compresi i servizi di messaggistica che troppo spesso non vengono visti come ‘a rischio’. Invece, per la prima volta al centro delle indagini è stato accertato l’uso continuo di WhatsApp per adescare i bambini”.

Il pm continua affermando: “L’estate in particolare è il periodo più a rischio, con tanti incontri nuovi e moltissimi appuntamenti presi proprio tramite i messaggi, che ormai usano diffusamente anche i bambini. È necessario vigilare sui profili con cui interagiscono, e farli sempre sentire in grado di farci le loro confidenze, anche sulle cose più imbarazzanti“.

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redazione

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