07 Giugno 2019

Catania, cassonetti in fiamme, Vincenzo Parisi del comitato Romolo Murri: “Bisogna fare tutto il necessario”

Catania, cassonetti in fiamme, Vincenzo Parisi del comitato Romolo Murri: “Bisogna fare tutto il necessario”

Quasi quattrocento cassonetti per la raccolta dei rifiuti dati alle fiamme in meno di un anno, sono numeri che fanno riflettere.

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Cassonetti bruciati a Catania

A Catania c’è una vera e propria emergenza. Che siano cittadini incivili, stanchi delle micro discariche abusive che si accumulano ai bordi delle isole ecologiche, oppure veri e propri criminali poco importa: ad essere a rischio è sempre la pubblica incolumità. Fumi tossici che si sprigionano senza considerare la necessità di un pronto intervento dei vigili del fuoco nei vari quartieri cittadini.

Cosa fare allora? Il comitato Romolo Murri, attraverso il suo presidente Vincenzo Parisi, chiede interventi urgenti di sicurezza e prevenzione nel territorio. Una cabina di regia, tra tutti i soggetti interessati, che oltre ai normali controlli delle forze dell’ordine preveda pure forme di cittadinanza attiva con la gente pronta a segnalare a polizia e carabinieri un eventuale piromane in azione.

Vincenzo Parisi: “Maggiore attenzione”

Noi di Free Press Online abbiamo raggiunto telefonicamente Vincenzo Parisi che ha dichiarato: “La sospensione dei servizi il sabato e la domenica diventa un invito per tutti coloro che hanno cattive intenzioni di mettere in atto episodi dolosi, come quello appunto della distruzioni dei cassonetti. Una cosa che potrebbe avere delle conseguenze non indifferenti. Facciamo riferimento a un fenomeno che comunque c’è sempre stato, ma che ad oggi ha preso un’altra dimensione e che si aggiunge alle microdiscariche“.

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È un fenomeno che interessa comunque tutta la città: Corso Italia, Picanello, Viale Mario Rapisarda, San Cristoforo… Non c’è una zona più colpita o meno, questa cambia a seconda del periodo. La cosa che è stata riscontrata riguarda il fatto che determinati episodi si verificano quasi sempre tra sabato e domenica, quando il servizio di raccolta non viene effettuato“.

Perché avviene questa cosa: potrebbe trattarsi di un’azione dolosa nei confronti della ditta? Considerando il fatto che questi episodi si verificano sempre il sabato e la domenica quando il servizio è sospeso per via del dissesto,- continua Parisi- ma questo comunque non può essere il problema principale. Non ci possiamo fare annebbiare dal dissesto. Alla base base di tutto c’è un problema di organizzazione“.

Vincenzo Parisi conclude dicendo: “Le microdiscariche che si vengono a creare sono un problema non imputabile alla Dusty, in quanto hanno il divieto di non raccogliere i rifiuti considerati non smaltibili. Cosa succede subito dopo? L’incivile di turno mette in atto il suo piano e non solo, a questo va aggiunto anche il cittadino che cerca di smaltire in modalità fai da te dando fuoco all’immondizia. Credo, dunque, che si debba rivedere l’ordinanza e incrementare l’attività di controllo e monitoraggio costante della zona con telecamere e non solo, bisogna anche tornare a lavorare il sabato e la domenica come succedeva un tempo e fare tutto il necessario come avviene nelle altre città d’Italia ed evitare così l’evento traumatico“.

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redazione

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