30 Maggio 2019
Stop al sessismo degli Assistenti Vocali, Onu chiede parità di genere: “Basta voci di donne sottomesse”
Alexa, Siri e tutti gli altri che utilizzano una voce femminile sono al centro del mirino. L’Unesco, infatti, chiede parità di genere dicendo stop al sessismo degli assistenti vocali e afferma: “Solo voci di donne sottomesse, bisogna cambiare”.
Stop al sessismo degli Assistenti Vocali
In un mondo che diventa sempre più tecnologico e smart, l’utilizzo degli assistenti vocali sta entrando radicalmente nelle nostre case e nella nostra routine. Il problema, però, riscontrato dall’Unesco è che Alexa, Siri e il resto utilizzano prevalentemente voci femminili.
Il tutto sembra eccessivamente sessista e questi assistenti vocali richiamerebbero troppo la differenza di genere che, invece, si tenta sempre di combattere insieme alle molestie e i soprusi alle donne. L’Unesco ha, a tal proposito, pubblicato uno studio ‘Se potessi, arrossirei’, in riferimento alla risposta che dà l’assistente vocale Apple, Siri, nel momento in cui l’utente le rivolge un insulto.
Questo, per l’agenzia dell’Onu per la cultura: “È il frutto di un lampante squilibrio di genere nel settore tecnologico”. Questo perché, solo il 6% degli sviluppatori di software è donna, per questo è da evitare l’utilizzo di voci femminili per gli assistenti vocali. A tal proposito, Paola Velardi, professoressa di Informatica alla Sapienza, secondo quanto riporta Ilmessaggero.it, ha commentato: “Le donne si stanno tirando fuori dalla rivoluzione del secolo”.
“Macchine passivamente obbedienti”
Saniye Gülser Corat, direttore della parità di genere all’Unesco, ha dichiarato a proposito degli assistenti vocali: “Macchine passivamente obbedienti con voci di donne entrano nelle nostre case, nelle nostre auto e nei nostri uffici. La loro sottomissione influenza come la gente reagisce alle voci femminili e come le donne rispondono a richieste e si esprimono”.
Sarà necessaria, quindi, una radicale modifica proveniente, innanzitutto da Apple, Amazon e Google, che sono i tre colossi tech che dominano il campo degli assistenti vocali. Il tutto per dire basta al sessismo di genere, in tutte le sue forme. Voci incluse.
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Fonte Foto: express.co.uk – ALEXA
Voce artificiale neutra Q
Proprio per eliminare del tutto la discriminazione di genere, arriva la voce artificiale neutra ‘Q’, che non è attribuibile.né ad un timbro maschile né ad uno femminile. Il network Virtue Worldwide, insieme con la ricercatrice Anna Jorgensen, ha dato vita a Q fondendo le voci di 22 transgender e, in aggiunta, sistemando il risultato in modo tale da comprimere la tonalità in una banda di frequenze che oscilla tra i 153Hz, del tutto neutrali.
I creatori hanno lanciato un appello: l’utilizzo diffuso della voce Q da parte dei maggiori produttori di Assistenti Vocali. Allora sì, che sarà un’autentica rivoluzione in senso decisamente anti-sessista.
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