29 Maggio 2019

Sciopero nazionale terzo settore, il 3 giugno presidio al MiSE

Sciopero nazionale terzo settore, il 3 giugno presidio al MiSE

Il 3 giugno, in occasione dello sciopero nazionale del Terzo Settore, si terrà davanti al MiSE, a partire dalle 10.30, un presidio.

I problemi del terzo settore

“Sono passati 6 mesi dall’approvazione della legge di bilancio 2019 e come USB abbiamo subito denunciato come fossero stati lasciati nel limbo dell’indeterminatezza circa 80-100.000 educatori (per il riordino chiamati “senza titolo”, sui quali si scarica il costo di una deregulation quasi ventennale: fino a quando è stato utile al sistema di esternalizzazioni dei servizi pubblici poter utilizzare personale senza specifica qualifica, al solo scopo di ribassare il costo del lavoro, è stato concesso senza problemi”. Questo quanto scritto un una nota da Usb lavoro privato.

Dal sindacato specificano che si parla “di lavoratori, impegnati nei servizi scolastici, territoriali, rivolti all’utenza con disabilità ed in fragilità sociale, che dovranno affannarsi a pagare di tasca propria un corso, fuori orario di , di 60 CFU per poter continuare a lavorare, e se non avranno modo di accedere a questi corsi di riqualifica, rischieranno, in caso di cambio d’appalto o di contrazione dei servizi, di rimanere a casa, con tanti saluti e baci”.



Dall’organizzazione sindacale continuano spiegando che “il ministro dell’Interno Salvini c il suo Decreto Sicurezza convertito in legge, oltre a prevedere misure restrittive pesantissime per i lavoratori che si organizzano contro lo sfruttamento, come nel caso dei blocchi stradali puniti con i DASPO, ha ridotto all’osso il finanziamento del sistema dell’accoglienza, e diverse sono già le vertenze nel Paese che vedono gli operatori provare a difendere il proprio posto di lavoro e la prospettiva di un reimpiego. La carenza di personale pubblico, gli appalti a ribasso e dichiarati illegittimi dalla Corte Costituzionale e l’autonomia regionale di gestione della Sanità pubblica dimostrano che non è stata percorsa la giusta via: nel SSN si sta raschiando il fondo del barile“.

“Dall’Autonomia differenziata ulteriori disparità”

Da Usb sono preoccupati  che l’approvazione dell’Autonomia differenziata delle Regioni possa produrre un ulteriore riduzione dei servizi sociali e socio sanitari aumentando la disuguaglianza e la disparità di investimento economico sui servizi tra le Regioni ricche e quelle povere del paese. A peggiorare il quadro della situazione, è arrivato il rinnovo del ccnl delle Coop Sociali a firma cgil cisl e uil. Questo viene definito da Usb come “l’ennesimo regalo ai padroncini della cooperazione, che a fronte del via libera ad operare, in sede aziendale e territoriale sui molteplici aspetti che regolano il quadro economico e normativo dei nostri contratti, lascia cadere dal tavolo l’elemosina di 80€ a rate, da elargire a contratto scaduto. Il tutto dopo più di 6 anni dalla scadenza dell’ultimo contratto“.

Le richieste di Usb Lavoro privato

Secondo Usb non vengono tutelate le condizioni dei settori popolari e le fasce deboli subiscono una “sottrazione di democrazia e stato sociale”. Pertanto l’organizzazione sindacale chiede che entro l’estate venga fatta una sanatoria per i circa 100mila educatori senza titolo con formazione gratuita e svolta in orario di lavoro; l’istituzione di un tavolo di crisi nazionale per la salvaguardia dei posti di lavoro nel settore accoglienza; un riordino della figura dell’educatore attraverso un intervento complessivo e un percorso di studi unico: no all’albo obbligatorio; il rilancio dei servizi di welfare e lo stop all’ esternalizzazione dei servizi. Infine, figurano tra le richieste il riconoscimento come lavoro usurante per gli educatori e l’approvazione del salario minimo a 9 euro l’ora.

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Ultimo aggiornamento

Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino