06 Maggio 2019

Diagnosticare il glaucoma, un nemico silenzioso: ecco cosa fare

Una malattia invisibile perché pur colpendo 55 milioni di persone nel mondo e circa un milione in Italia, una su due ancora non lo sa. Basta una visita completa per diagnosticare il glaucoma, che spesso non dà sintomi nelle fasi iniziali ma può danneggiare irreparabilmente il campo visivo, facendolo restringere sino alla cecità. Però otto persone su dieci, seppure a rischio di glaucoma, non si sottopongono a visite oculistiche regolari. La frequenza del glaucoma, aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età. Per questo bisognerebbe sottoporsi a controllo oculistico che, a partire dai 40 anni, comprenda anche la misurazione della pressione oculare.

Una malattia neurodegenerativa

Anche se l’incremento della pressione oculare rimane il più importante fattore di rischio del glaucoma, malattia ha una origine neuronale, con la degenerazione delle cellule della retina. Il glaucoma distrugge infatti i neuroni attraverso diversi meccanismi tra cui lo stress ossidativo, la neuroinfiammazione e la disfunzione mitocondriale.

L’aver compreso che il glaucoma è una malattia neurodegenerativa ha delle ripercussioni anche sul modo in cui va curato. La terapia per abbassare la pressione dell’occhio resta il gold standard ma ormai si ritiene utile abbinare anche molecole con azione neuroprotettiva. Di recente è stata pubblicata su Neural Regeneration Research una revisione che ha preso in esame i vari studi pubblicati dal 2003 al 2018 sull’uso del Coenzima Q10 nel trattamento del glaucoma. In questa ultima revisione il riscontro di livelli di CoQ10 più bassi nella retina umana di soggetti anziani ha suggerito un possibile aumento della vulnerabilità delle cellule retiniche gangliolari a causa della carenza di Coenzima Q10. Il coenzima Q10 è un po’ come lo spazzino dei radicali liberi e protegge dai danni dell’ossidazione agendo come un neuroprotettore nel glaucoma. In abbinamento alla terapia ipotonizzante che resta la cura da cui non si può prescindere, il Coenzima Q10 agisce prevenendo il danno neuronale a livello di retina e nervo ottico. Oltre che in collirio, il Coenzima Q10 è disponibile da poco anche in formulazione orale, cosa che potrebbe migliorare l’aderenza alla terapia nei pazienti anziani che hanno difficoltà a mettere i colliri.



La connessione con il sonno

Le apnee notturne sarebbero un fattore di rischio per il glaucoma. Secondo la Glaucoma Research Foundation sembra infatti che chi soffre di apnee ostruttive durante il sonno – cioè pause ripetute del respiro quando si dorme – abbia un rischio di dieci volte maggiore di sviluppare questa malattia, probabilmente a causa delle alterazioni della pressione oculare: il mancato afflusso di ossigeno nel sangue e la diminuzione quindi della “saturazione” è in grado di indurre danni al nervo ottico. Si crea un ambiente che risente della mancanza di ossigeno in maniera costante e una sofferenza che aumenta la pressione intraoculare a valori che superano i 21 mm/Hg considerati “normali“.

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Sottoposti a controlli periodici

Si tratta di una connessione particolarmente subdola e pericolosa che rende ragione ulteriore di trovare un trattamento efficace per questo disturbo del sonno. In particolare i soggetti con apnea diagnosticata dovrebbero sottoporsi a controlli periodici regolari per intercettare al più presto eventuali segni di malattie oculari e impostare una terapia che rallenti la progressione della malattia. Per individuare se le apnee avessero conseguenze a livello oculare è stata utilizzata un’innovativa lente a contatto che registra le fluttuazioni della pressione intraoculare in continuo grazie ad un particolare sensore, Cls, che intercetta e registra le variazioni della curvatura e nella circonferenza della cornea che si verificano in risposta ai cambiamenti pressori. L’uso di queste speciali lenti a contatto avviene in concomitanza con la polisonnografia, l’esame che registra i cambiamenti notturni e le apnee, in modo da verificare se la pressione dell’occhio aumenta in corrispondenza dell’episodio di apnea.

Dott. Luca Ferlito
ferlitoluca@gmail.com
Cell 3334472360

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Francesca Gugliemino

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