05 Maggio 2019
Napoli, il cardinale riflette sul caso della bambina ferita in una sparatoria: “Gli uomini della camorra sono barbari”
Il cardinale Crescenzio Sepe riflette sul caso della bambina di quattro anni ferita in una sparatoria pronunciando parole molto dure e crude nei confronti dei camorristi definendoli “criminali e barbari“. Un episodio che ha lasciato tutti senza parole e dal quale bisogna ripartire per evitare situazioni simili in futuro.
Bambina ferita in una sparatoria
Ha solamente quattro anni Noemi, la bambina di quattro anni che è rimasta coinvolta in una sparatoria in Piazza Nazionale a Napoli, mentre stava giocando con la nonna in attesa che la mamma e la sorellina uscissero dal bar nel quale erano, poco prima, entrate.
L’obiettivo della sparatoria iniziata da un uomo di corporatura tozza, vestito di nero, era Salvatore Nurcaro, un pregiudicato di 32 anni con diversi precedenti penali. Quest’uomo è stato raggiunto da sei proiettili che gli hanno perforato il torace ed è stato ricoverato all’Ospedale Loreto Mare.
“Forza Noemi”
La bambina sta, attualmente, lottando tra la vita e la morte nell’Ospedale Santobono dove è assistita da un equipe specializzata di medici. Tutta la città e le istituzioni si sono unite nel cercare di dare supporto alla famiglia, esprimendo vicinanza per la situazione.
Un gesto molto bello è stato quello di appendere dei cartelli rosa di incoraggiamento nei cancelli dell’ospedale con scritte del tipo: “Forza Noemi“. La madre, visibilmente sotto shock, secondo quanto riporta Leggo.it non fa altro che ripetere ai medici: “Ma guarirà? Si riprenderà? Potremo riportarla a casa?“.
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Fonte Foto: fanpage.it
Il cardinale riflette sul caso della bambina ferita in una sparatoria
Il cardinale Crescenzio Sepe, all’inizio della sua funzione religiosa per San Gennaro, riflette sul caso della bambina ferita in una sparatoria. Inizia dicendo: “Il sangue innocente grida vendetta al cospetto di Dio. Il Signore perdoni anche tutte le nostre manchevolezze”.
E poi attacca duramente i camorristi: “Gli uomini della camorra sono criminali, sono barbari. Non sono uomini degni di tale nome e di vivere in una società civile. È una realtà che rattrista, addolora, indigna e non può lasciare impassibili. Non possiamo, non dobbiamo assuefarci agli atti criminali, ai delitti, all’imperversare di questa gentaglia. Dobbiamo liberare il corpo sociale da questo cancro assassino. Sono in gioco la dignità e il futuro di Napoli“.
Il cardinale prosegue: “Non basta indignarsi, non basta condannare. C’è bisogno di ben altro; c’è bisogno che scuola, chiesa, famiglie facciano rete sul piano educativo e formativo, al di là della repressione che spetta allo Stato. Questa nostra città è tanto bella quanto martoriata, purtroppo questi atti criminali avvengono a ripetizione“.
E poi conclude: “Non bisogna cedere a qualsiasi forma di violenza e sopraffazione. Faccio infine un richiamo a questi poveri uomini (i camorristi, ndr): dico loro che il loro cammino è segnato“.
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