26 Aprile 2019

Bambino abbandonato a Rovigo, parla l’infermiera: “Ti terrei con me”

Nel corso dei giorni passati abbiamo avuto modo di raccontare la storia del bambino abbandonato in una borsa vicino alla città di Rovigo. A rompere il silenzio sulla vicenda è stata l’infermiera che l’ha soccorso.

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Bambino abbandonato a Rovigo

Quando accadono fatti del genere la domanda che ci si pone è sempre la stessa: come si può abbandonare un bambino appena nato? Ricordiamo, infatti, che le donne ormai hanno il diritto di partorire in anonimato in qualsiasi struttura ospedaliera e affidare il piccolo alle cure dell’ospedale che si metterà successivamente in contatto con gli assistenti social per procedere all’affidamento o adozione. (Per approfondire la notizia Clicca Qui).

Così purtroppo non è stato per il bambino abbandonato a Rosolina Mare, in provincia di Rovigo. Il piccolo Giorgio è stato trovato in una borsa vicino un cassonetto nei presi del cimitero. Il bimbo in questione era nato da pochissime ore, è stato trasportato d’urgenza in ospedale e affidato alle cure mediche dell’infermiera Giorgia Cavallaro.

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L’infermiera Giorgia rompe il silenzio

A romper il silenzio qualche giorno dopo è l’infermiera Giorgia Cavallaro, che ha soccorso il piccolo e che oggi porta il suo nome. La donna ha scritto una lunga lettera al Corriere del Veneto e che vi riproponiamo di seguito: Bambino abbandonato a Rovigo

Non ho chiuso occhio pensando a te, spero che leggerai queste parole, sono il racconto del tuo primo giorno di vita e del perché porti il mio nome. Ti terrei con me, ma so che sarai forte e spero di rivederti in futuro. Io posso raccontarti in che modo sei entrato nella mia vita, perché già so che non ne uscirai mai più. Bambino abbandonato a Rovigo
Ho 35 anni e lavoro come infermiera nel Pronto soccorso della Casa di cura Madonna della Salute, di Porto Viro, sembrava una mattina come tutte le altre. Poi è arrivata quella telefonata: ‘C’è un bambino abbandonato, non si muove, è morto’. Avevi i piedini e le manine gelati, abbiamo alzato il riscaldamento al massimo. Dopo aver tagliato il cordone ombelicale, ti ho preso in braccio e ti ho posato al mio petto.

Il suono della sirena ti ha dato uno scrollone, ti sei messo a piangere. Hai aperto gli occhi, mi hai guardata, ti ho fatto una carezza e immediatamente hai cercato di succhiare il dito. Avevi tanta fame. In dodici anni di servizio, non avevo mai provato delle emozioni così intense. Ce la farai a diventare grande, a dispetto di chi non voleva. Ho riflettuto su cosa possa spingere qualcuno ad abbandonare un neonato e non ho trovato risposta, ma in fondo, l’unica cosa che conta è che presto avrai una mamma e un papà che ti vorranno bene. Ho anche pensato che quella mamma vorrei essere io che non ho figli. Purtroppo so che non sarà possibile: l’iter per le adozioni è lungo e complicato e c’è qualcuno che ti sta aspettando da molto più tempo di me.Bambino abbandonato a Rovigo

Posso solo sperare di incontrarti di nuovo, in futuro“.Bambino abbandonato a Rovigo

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redazione

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