18 Aprile 2019

Catania, Concorso truccato all’Università: “Dopo 8 anni la giustizia è stata fatta”

Nuovi aggiornamenti sul concorso truccato all’Università di Catania. Parla la deputata del Movimento 5 stelle Simona Suriano in merito all’epilogo della vicenda giudiziaria: “Dopo 8 anni la giustizia è stata fatta“.

Concorso truccato all’Università di Catania

Era il 2011 quando il ricercatore di Vittoria Giambattista Scirè ha denunciato un concorso truccato all’Università di Catania, vinto da una donna laureata in architettura, che supera di tre punti Scirè. Quest’ultimo nota che su sei partecipanti, in cinque avevano un dottorato in storia contemporanea, l’unica a non averlo è stata lei che ha vinto. Così decide di fare ricorso e di avviare l’iter processuale per far valere i suoi diritti.



La giustizia dà ragione a Scirè

Il Tar decide che il ricorso di Scirè ha un fondamento e annulla il punteggio della vincitrice del concorso, anche se lei continua a lavorare, nonostante il tribunale avesse chiesto all’Università di Catania di sospenderla.

Così Giambattista Scirè propone un altro ricorso per far rispettare il disposto della sentenza che, tra le altre cose, sanciva che il vero vincitore del concorso truccato era lui. In tutto ciò, l’Università non si è mai costituita parte civile. A questo, poi, è anche seguito un iter affidato alla giustizia penale.

Il racconto di Scirè

Giambattista Scirè ha raccontato a CataniaToday.it: “Dovrei dire, come i titoli dei giornali, che giustizia è fatta. Ma non è così. La mia vita è cambiata. Io ero vincitore, legittimamente, di un concorso e la giustizia doveva trionfare prima. Adesso sono senza occupazione“.

Poi continua: “Mentre io combattevo per vedere rispettati i miei diritti e trascorrevo giornate intere con gli avvocati, la vincitrice del concorso, poi illegittima, si è costruita una carriera e un cv, ha acquisito il dottorato di ricerca e l’abilitazione scientifica nazionale proprio per quel settore per il quale non aveva i titoli. La vittima sono io che sono stato buttato fuori dal mondo accademico“.

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Simona Suriano

La fine della vicenda giudiziaria

I componenti della commissione giudicatrice del concorso truccato all’Università che ha visto come protagonista Scirè sono stati tutti condannati per il reato di abuso d’ufficio e con interdizione dai pubblici uffici.

Giambattista Scirè, secondo quanto riporta CataniaToday.it, ha lanciato un chiaro messaggio: “Questa memorabile sentenza dimostra una cosa: abbiate il coraggio di denunciare, amministrativamente e penalmente, quando la verità dei fatti dimostra che avete subito un’ingiustizia. Forse pagherete con l’isolamento fino a perdere il posto di lavoro come è accaduto a me, sarete bersagliati e perfino calunniati. Ma siate sempre determinati e non arrendetevi mai, perché la speranza deve essere l’ultima a morire, finché giustizia non è fatta. Solo così si potrà cambiare davvero le cose in questo paese nel nome, appunto, della trasparenza e del merito“.

“Un plauso alla tenacia di Giambattista Scirè”

Simona Suriano, deputata del M5S ha commentato la vicenda: “Dopo otto anni la giustizia ha dato pienamente ragione a Giambattista Scirè. Di questo non possiamo che esserne felici. Ma, al contempo, ci rattrista sapere che in questo Paese – dentro istituzioni come le università – possano accadere simili episodi. Ci rattrista sapere che chi ha titoli, competenze, pubblicazioni all’attivo venga scavalcato in maniera illegittima. Un plauso va alla tenacia di Giambattista che ha lottato con la schiena dritta per tutti questi anni e ha dimostrato di credere nella giustizia e nel merito“.

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redazione

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