10 Aprile 2019
Bari, sesso e soldi per superare gli esami: professore universitario rischia il processo
La cronaca nazionale ci riporta la notizia di un professore universitario barese che rischia il processo per aver chiesto, in diverse occasioni, sesso e soldi per superare gli esami ad alcune studentesse.
Sesso e soldi per superare gli esami
Fabrizio Volpe, docente universitario di Diritto Civile presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo di Bari, ha 46 anni ed è accusato di concussione, tentata concussione, violenza sessuale aggravata e tentata violenza sessuale nei confronti di due studentesse.
A queste, infatti, per superare gli esami chiedeva in cambio prestazioni sessuali e un compenso monetario. I fatti sono avvenuti tra il 2011 e il 2015. La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per il docente.
€1000 per Diritto Civile
Il pm Marco D’Agostino ha sottolineato che, in particolare nel periodo tra maggio 2014 e gennaio 2015, il professore ha abusato del suo ruolo di insegnante per chiedere ad una studentessa ‘vittima’ di recarsi presso il suo studio professionale privato chiedendole “espressamente di avere rapporti sessuali altrimenti non avrebbe di fatto potuto continuare gli studi“. Dopo il rifiuto della ragazza di 23 anni, il docente ha chiesto €500 ad esame per superarli. Proprio per Diritto Civile si è fatto consegnare addirittura €1000 in contanti.
In particolare, secondo quanto riporta Larepubblica.it, le concussioni contestate sarebbero avvenute “sotto la esplicita minaccia di impedirle la prosecuzione degli studi universitari o comunque di frapporre ostacoli al suo corretto svolgimento, in quanto persona influente in ambito universitario, in grado di condizionare in positivo e in negativo, grazie alla sua posizione accademica e alle conoscenze dirette con diversi altri docenti, il buon esito degli ulteriori esami ancora da sostenere“.
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Fonte Foto: unionesarda.it
Episodio precedente nel 2011
Nel 2011 sempre Fabrizio Volpe, all’epoca titolare della cattedra di Diritto Privato, avrebbe tentato di ricevere prestazioni sessuali da una studentessa, che al momento in cui si è verificato l’episodio aveva 20 anni. La minaccia era quella “implicita di subire conseguenze negative durante l’imminente esame di Istituzioni di Diritto Privato“.
In quell’occasione, però, la ragazza ha espressamente manifestato il suo diniego e all’appello successivo in cui si presentò per sostenere l’esame fu bocciata. Solo due mesi dopo, cambiando docente, la studentessa riuscì a superarlo.
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