05 Aprile 2019

Roma Torre Maura, protesta contro i rom presto trasferiti ad Anagnina: “Abbiamo paura”

Ancora alta tensione a Roma nella zona di Torre Maura relativa al campo rom. Nel corso delle ultime ore è stato annunciato e confermato il trasferimento del campo nella zona di Anagnina.

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Roma Torre Maura, la protesta contro i rom continua

Sono giorni davvero difficili per Roma a causa della protesta dei rom a Torre Maura. La zona è diventata anche scenario di violente proteste anti-nomadi che hanno richiesto anche l’intervento del sindaco Virginia Raggi. (Per approfondire la notizia Clicca Qui).

Secondo quanto reso noto da IlMessaggero.it, sono già terminati i trasferimenti di circa 60 rom avvenuto martedì pomeriggio, i quali sono stati collocati nelle strutture del circuito di accoglienza. Il quotidiano, inoltre, ha reso noto che le strutture non sono più presidiate dai cittadini anche se nel posto sono ancora presenti i militanti Forza Nuova, che daranno vita a una fiaccolata

“Dovremmo sposarci ad Anagnina, abbiamo paura”

Nel corso della giornata di ieri ha fatto parecchio discutere anche la dichiarazione di Simone, un ragazzo di 15 anni, che davanti le telecamere ha affermato: “State a fa’ leva sulla rabbia della gente per racimolare voti. ‘Sta cosa di anda’ sempre contro le minoranze a me nun me sta bene”.
Il Presidente della Camera, Roberto Fico, sulla questione a RaiNews ha dichiarato: “Lo Stato è dalla parte di Simone, le istituzioni sono con te, io sono con te. A Torre Maura non è un problema di rom, ma il problema è riuscire a far risollevare il quartiere e dargli speranza. Attaccare le minoranze, i più deboli, per la Repubblica italiana è sempre sbagliato“.

continua dopo la foto

Simone ragazzo rom

A commentare il tutto è stata una donna di nome Maria, intervistata da IlMessaggero. La donna in questione ha dichiarato: “Dovremmo andar via oggi abbiamo molta paura. Vediamo ora cosa succederà da un’altra parte“. Un altro uomo, nomade anche lui, invece spiega: “Dovrebbero spostarci all’Anagnina speriamo che non succeda come qui. Abbiamo molta paura, è stato bruttissimo per noi. Ci sentiamo come sequestrati. Siamo tutti uomini, non capiamo perché ci trattano così“.

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redazione

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