20 Marzo 2019

Blitz antimafia a Catania, arrestati 14 membri del clan Santapaola Ercolano

Blitz antimafia a Catania, arrestati 14 membri del clan Santapaola Ercolano

La cronaca di oggi ci riporta la notizia di un blitz antimafia a Catania. La Polizia di Stato ha arrestato ben 14 presunti membri del gruppo San Cocimo, appartenenti al clan Santapaola Ercolano.

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Blitz antimafia a Catania

È stato effettuato un blitz antimafia a Catania e, su delega della Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo etneo, la Polizia ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 14 presunti membri del gruppo San Cocimo, legato al clan mafioso Santapaola-Ercolano.

14 arresti a vario titolo con aggravante mafiosa

Proprio il Giudice per le Indagini Preliminari ha collegato ai vari soggetti i reati di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, usura, detenzione e porto illegale di armi e reati in materia di stupefacenti. Tra le altre cose, il tutto, ovviamente, aggravato per il collegamento mafioso con il clan Santapaola-Ercolano.

blitz a catania

Fonte Foto: primastampa.eu

Le indagini della Squadra Mobile

La Squadra Mobile di Catania è riuscita, pertanto, a delineare l’organigramma che ha permesso di individuare i vertici del gruppo di San Cocimo. Andando più a fondo, sono emersi episodi di estorsioni, imposizione di security in alcuni locali notturni di Catania e altre situazioni di intestazione fittizia di beni.

Gli inquirenti muovono i primi passi a seguito di una denuncia per estorsione da parte del proprietario di un parcheggio a Fontanarossa, finito nel mirino della cosca attraverso una richiesta di 100 mila euro. Gli autori della richiesta estorsiva furono Giuseppe Verdame e Simone Giuseppe Piazza. Ma dietro di loro Graziella Acciarito, moglie del boss Maurizio Zuccaro, e i suoi figli Rosario e Andrea (il cantante neomelodico Zeta).

Tra estorsioni ed intestazioni fittizie di beni

Le richieste da parte degli Zuccaro hanno raggiunto anche i gestori del locale La Vecchia Dogana: Alessandro Scardilli e Rosario Coniglione. A questi fu imposto il servizio di sicurezza, prima di entrare anche nell’interesse del clan Cappello, avversario degli Zuccaro.

Anche il ristorante Pititto, nei pressi del porto di San Giovanni li Cuti era negli interessi della  cosca. Qui entra in scena Michela Gravagna, accusata di intestazione fittizia di beni. La Gravagna, moglie di Scardilli, aveva il possesso del 50% dell’attività. Non appena il socio si è reso conto con chi aveva a che fare si è prontamente defilato. La donna era legata a doppio filo con gli Zuccaro visti anche degli interessi amorosi nei riguardi di Rosario Zuccaro.

Gli altri arrestati

Tra gli arrestati figurano Rosario Ragusa, detto lo sceriffo, Angelo Testa, cugino di Maurizio Zuccaro, e Giovanni Fabio La Spina, figlio del consigliere comunale di Misterbianco Riccardo.

 

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redazione

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