12 Marzo 2019
‘Ndrangheta, confiscati beni per 40 milioni

I militari della Guardia di Finanza hanno confiscato beni per 40 milioni riconducibili ad una cosca della ‘ndrangheta. Fra questi 253 beni industriali e 19 società.
Confiscati beni per 40 milioni alla ‘ndrangheta
L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cremona, coadiuvati dalle fiamme gialle del Comando Provinciale di Crotone. A condurre le attività il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cremona e coordinate della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, il cui Tribunale ha emesso la condanna definitiva. Questa ha colpito esponenti di spicco della cosca stanziatasi nelle aree a cavallo di Lombardia ed Emilia.
Le indagini e la condanna definitiva
Le indagini hanno preso spunto da un episodio di usura perpetrato ai danni di un imprenditore cremonese da parte di un usuraio piacentino. Gli approfondimenti e l’analisi dei flussi finanziari – poi confluiti nell’operazione AEMILIA – hanno consentito di portare alla luce ulteriori episodi delittuosi commessi ai danni di imprenditori emiliani. In un caso è stato addirittura accertato un prestito sul quale è stato applicato un interesse del 200%: a fronte di 700.000 euro la vittima è stata costretta e restituirne oltre un milione. Le indagini hanno fatto emergere anche un giro di false fatturazioni per un totale di 20 milioni.

I beni confiscati
L’organizzazione riciclava successivamente i proventi in complessi immobiliari, in strutture turistico-alberghiere, in società agricole, in società edili ed immobiliari, in imprese di trasporti e logistica. Nell’operazione odierna i finanzieri di Cremona hanno confiscato:
- 253 immobili industriali, commerciali e di civile abitazione, ubicati nelle provincie di Parma, Reggio Emila, Modena, Mantova, La Spezia e Crotone.
- 19 società operanti nelle provincie di Parma, Reggio Emilia, Mantova, Verona e Crotone;
- 50 automezzi, compreso un intero parco di autoarticolati di una società di autotrasporti del reggiano.
Parte degli immobili e delle autovetture sono stati posti a disposizione delle forze di polizia, mentre gli autoarticolati sono stati consegnati al Corpo dei Vigili del Fuoco per le proprie attività istituzionali.
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