08 Marzo 2019
Estorsione tramite WhatsApp. Sette arresti

Sette gli arresti da parte dei Carabinieri della Compagnia di Baiano, provincia di Avellino, per svariate accuse, tra le quali tentata estorsione tramite WhatsApp.
Sette arresti in provincia di Avellino
Dalle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Baiano sono impegnati nell’esecuzione di misure cautelari emesse dall’Ufficio GIP del Tribunale di Avellino nei confronti di sette persone ritenute responsabili, in concorso, di “Tentata estorsione”, “Porto e detenzione illegale di armi” “Lesioni personali aggravate” e, per uno di
essi, in concorso con altri due in corso di identificazione, anche di “Sequestro di persona”.
Gli accadimenti oggetto del provvedimento si riferiscono ad una sequenza di allarmanti azioni violente perpetrate in brevissimo lasso di tempo dagli indagati, in particolare nei confronti di un commerciante di Monteforte Irpino (AV).

Chiedevano il 20% dell’incasso
Tutto ha inizio con un tentativo di affermazione di predominio di un gruppo di soggetti residenti sul territorio di Monteforte Irpino, attuato attraverso una primigenia richiesta estorsiva, ovvero la pretesa del 20 % degli incassi della giornata, in cambio di “protezione” rivolta alla vittima che, rifiutando di aderire al versamento delle somme di denaro, a quelli che, di lì a poco, sarebbero diventati i suoi aguzzini, diveniva bersaglio di un’escalation di violenze.
Prima vittima un pakistano
L’attività investigativa, svolta dai Carabinieri della Stazione di Monteforte e del Nucleo Operativo della Compagnia di Baiano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, è iniziata nel settembre 2018 ed ha avuto origine da una richiesta estorsiva, in puro stile “camorristico”, avanzata da uno degli indagati, 26enne del luogo, il quale, pochi giorni dopo l’apertura di un’attività commerciale da parte della compagna di un cittadino pakistano, si presentava con fare arrogante presso il suo negozio, destando l’allarme della titolare e dei suoi genitori.
Le minacce in stile camorristico
Di lì a poco, il giovane, informato di quanto avvenuto, riusciva a contattare il “malvivente” a pochi passi dall’esercizio commerciale, per chiedergli spiegazioni in merito al suo comportamento, ricevendo a quel punto una richiesta inequivoca, profferita con tono minaccioso: “Devi darmi il 20% degli incassi dell’attività perché qui comando io!”. Lo stesso, nell’occorso, era costretto a salire a bordo della propria autovettura con il giovane estorsore a cui lungo il tragitto percorso si sono aggiunti altri due complici e obbligato dapprima a dirigersi verso Napoli, per poi invece obbligarlo a fermarsi in una zona isolata del Comune di Monteforte, ove veniva minacciato con una pistola, dopo che l’utilizzatore aveva scarrellato, che gli veniva continuamente puntata contro.
Percosse e sequestro di persona
Quindi, dopo aver subito un vero e proprio sequestro di persona ed essere stato percosso alla testa con schiaffi e pugni, temendo per la propria incolumità, dopo essere stato “liberato”, anziché cedere alle richieste, decideva, in preda al terrore, di allertare il 112, richiedendo l’intervento dei Carabinieri e riferendo quanto accaduto nonché di temere per la propria incolumità.
La mancata immediata adesione all’illecita pretesa da parte del cittadino pakistano, induceva l’aguzzino a dare avvio ad una vera e propria escalation criminale che, sulla spinta della richiesta iniziale, si tramutava in poche ore in manifestazioni di sopraffazione verso quella che oramai era una vittima da piegare a tutti i costi al suo volere.
Vengono a questo punto direttamente coinvolti nelle azioni criminose la sorella del 26enne ed il compagno di quest’ultima 45enne, oltre alla cerchia di amici legati da consolidati rapporti di frequentazione.
E, difatti, l’aguzzino insieme alla sua cerchia di amici ed al “cognato”, organizzavano e realizzavano, la sera del17 settembre 2018, armati di spranghe, bastoni, coltelli (poi rinvenuti nascosti in una siepe dai Carabinieri intervenuti), ed utilizzando anche un taser, una vera e propria spedizione punitiva, recandosi presso l’esercizio commerciale, un feroce pestaggio avvenuto selvaggiamente con calci pugni schiaffi, procurando loro policontusioni in diverse parti del corpo, che solo grazie all’intervento di altri cittadini pakistani, presenti nel locale, non sortiva più gravi conseguenze. Tutti gli indagati agivano supportati:”dalla deprecabile forza del gruppo, con premeditazione ed armati, con suddivisione di ruoli, in modo preordinato, concorrendo nelle condotte delittuose finalizzate a realizzare l’attività estorsiva ai danni dei cittadini pakistani”.
L’A.G., concordando con le risultanze dell’attività investigativa svolta dai Carabinieri ha quindi disposto, per i sette indagati, l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, in considerazione della gravità del movente dell’azione, finalizzala a realizzare attività di estorsione ai danni di cittadini che da poco avevano avviato un’attività commerciale sul territorio di Monteforte Irpino.
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