22 Febbraio 2019

Libertinia, il rilancio del borgo rurale siciliano per anni dimenticato

Libertinia, borgo rurale per anni dimenticato, sito nel cuore della Sicilia nella Piana di Catania a 100 mt sul livello del mare, viene rilanciato dal CREA, Ente di ricerca e sperimentazione di Cerealicoltura e Colture Industriali. Libertinia

Cosa si nasconde dietro il nome Libertinia?

Libertinia, sperduto nell’entroterra siciliano vicino Ramacca, nasconde dietro una realtà articolata come il CREA di Acireale, un Ente di ricerca e di sperimentazione di Cerealicoltura e Colture Industriali, che da trent’anni studia e riproduce grani antichi e moderni che, unitamente all’innovazione, consente di conservarne la tipicità e la tradizione. Proprio questo Ente ha rilanciato il nome del borgo rurale a tal punto che attualmente è uno dei più riconosciuti a livello internazionale. Libertinia

La storia di Libertinia

Armonicamente alla sua vocazione agricola, la storia di Libertinia è raccontata da Eletta Massimino e da Stefania Licciardello nel volume Libertinia edito da NÈON. Il responsabile di NÈON teatro e il direttore artistico dell’evento Piero Ristagno scrive: “Qualche millennio prima, e ancora prima, c’era la terra. E tutto era incerto, poco rassicurante. La vita umana era un miracolo di sopravvivenza sempre a rischio di catastrofi e fame. Si sopravviveva insieme sommando il sapere di uno a quello di un altro barattando frumento con uova, olio, ricotta, formaggio. Si sopravviveva in quanto comunità”.

Proprio partendo dalle radici di una comunità quasi dimenticata Elettra Massimino, con i suoi scatti, entra nei solchi polverosi.di una terra bruciata dal sole, per immortalarla con gli occhi di chi sa vedere oltre la consueta ordinarietà.delle cose, frutto di una decisa e trasversale visione del mondo. Tutto in relazione agli esseri umani che della terra sono l’essenza. A dispiegarne la valenza scenica, ci sono i testi poetici di Stefania Licciardello, anche lei da anni collaboratrice del CREA.che, prendendo spunto dal percorso fotografico della Massimino, lo innalza ai valori sublimi del canto. Nel libro si può trovare anche l’intervento di Pippo Pappalardo, critico fotografo, che tra i tanti meriti ha.quello di aver catalizzato la combinazione del libro sul Mito di Demetra.

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Fonte Foto: commons.wikimedia.org

La mostra fotografica a Catania

L’evento è stato inaugurato lunedì 18 febbraio nei locali del Monastero dei Benedettini di Catania, nella sala Coro di Notte e Vecchie Cucine. Erano presenti, oltre a Piero Ristagno, anche Sebastiano Tusa, Assessore regionale ai Beni Culturali e alla Identità Siciliana, Novella Primo, Docente del DISUM, Pippo Pappalardo, critico fotografico, Vittorio Graziano, Presidente della Mediterraneum Associazione culturale, Filippo Licciardello, vice sindaco del comune di Ramacca e Massimo Palumbo, Dirigente di Ricerca CREA.

Il profondo impegno degli autori ci permette di entrare in un contesto dalle valenze storiche e territoriali estremamente profonde. Oltre a questo, possiamo renderci conto delle profonde trasformazioni che proprio noi esseri umani riusciamo ad apportare sul territorio e sulla nostra vita. La mostra fotografica, nelle Cucine e Anticucine dell’ex Monastero dei Benedettini sarà visitabile fino a sabato 23 febbraio. Un evento da non perdere e l’editore ricorda: “Su Google non si trova questo libro, e neppure su Amazon. Se ne stampano 156 copie, come due mazzi di tarocchi“. Libertinia Libertinia

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redazione

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