21 Febbraio 2019

Armi o arnesi da lavoro? Ecco cosa dice la legge

Per la legge ho un arma oppure un arnese da lavoro? Ieri i Carabinieri Comando Provinciale  di Brindisi hanno spiegato la valutazione del possesso durante un controllo.

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Il giustificato motivo è l’aspetto fondamentale

Cominciamo dal dato: i Carabinieri del Comando di Brindisi hanno denunciato, nel 2018 all’Autorità Giudiziaria 55 persone per porto di armi ed oggetti atti ad offendere. La norma seguita dai militari durante i controlli è quella contemplata nell’art. 4 della legge n. 110 del 1975 che recita che “senza giustificato motivo, non possono portarsi fuori dalla propria abitazione o delle appartenenze di essa tutta una serie di strumenti da punta e taglio atti ad offendere la persona”. Dal Comando Provinciale di Brindisi spiegano che l’aspetto fondamentale su cui si basa la valutazione degli organi accertatori, è rappresentato dal “giustificato motivo“. Quest’ultimo si ha il dovere di riscontrare quando a seguito della perquisizione del mezzo di trasporto si rinvengono strumenti correlati all’attività esplicata dal soggetto controllato.

Alcuni esempi di possesso per scopi non aggressivi

Per spiegare meglio facciamo qualche esempio. Un macellaio che porta con sé la valigetta con i coltelli o boscaiolo con la scure sono delle figure professionali che utilizzano gli attrezzi indicati per espletare la propria attività lavorativa. Pertanto non rischiano il deferimento. Lo stesso l’artigiano falegname fermato con il suo furgone con tutta l’attrezzatura e l’utensileria necessaria per la quotidiana attività. Nonché lo sportivo con l’arco e la faretra per le frecce che si reca ad allenarsi. Questo perché in questi casi a caratterizzare lo scenario e a fornire la giusta chiave di lettura interviene il “giustificato motivo” che rappresenta il discrimine. Cioè ogni razionale motivazione la quale, in base alle circostanze di tempo, di luogo e di fatto, dalla persona e dall’attività che essa svolge e in base alla natura dell’oggetto, rende credibile e verosimile che lo strumento o l’arma non vengano portati per scopi aggressivi.

I casi denunciati dai Carabinieri di Brindisi

Caso diverso, invece, è stato per i 55 deferiti all’Autorità giudiziaria dal Comando Provinciale di Brindisi nel corso delle attività istituzionali svolte durante il 2018. I carabinieri del capoluogo pugliese infatti hanno rinvenuto soggetti con strumenti “atti ad offendere“:coltelli a serramanico o a scatto, roncole, cesoie, machete, mazze da baseball, al manganello telescopico e altro. Per altro non è stato riscontrato il “giustificato motivo” del possesso di tali oggetti, aggravato dal fatto che essi erano occultati. Altra notazione riguarda gli orari, la fascia di età dei detentori e le loro censure penali. Si è, infatti riscontrato che per quanto concerne gli orari del rinvenimento predomina la fascia serale/notturna. Si tratta soprattutto di giovani, gravati da censure penali, senza attività lavorativa di natura stabile, sul conto dei quali si nutrono forti remore riguardo all’utilizzo.

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redazione

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