06 Febbraio 2019

Processo Stefano Cucchi aggiornamenti: indagato anche un generale

Si arricchisce di nomi nuovi la lista degli indagati per la morte di Stefano Cucchi, il cui processo continua con non pochi aggiornamenti. Nel registro degli indagati è stato inserito anche un generale dei carabinieri per falso in atto pubblico.

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Processo Stefano Cucchi aggiornamenti

La vicenda di cronaca che vede coinvolto Stefano Cucchi ancora oggi, dopo 9 anni dall’accaduto, vede numerosi punti d’ombra sul quale si sta cercando di far luce. Un primo punto di svolta nella fase processuale arriva quando il carabiniere Francesco Tedesco decide di collaborare con il pm Giovanni Musarò, dando la sua testimonianza sulla sera in cui avvenne il pestaggio di Stefano Cucchi. Il militare ha ammesso l’accaduto e non solo, quella drammatica notte cercò anche di inviare una segnalazione ai suoi superiori di cui ne è rimasta una traccia telematica. Da quel momento in poi una serie di fatti e rivelazioni:

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Processo Stefano Cucchi

Fonte Foto: panorama.it

Un generale dei carabinieri denunciato per falso in atto pubblico

Ad oggi sono poche le certezze attorno al processo relativo alla morte di Stefano Cucchi, una di queste è il fatidico pestaggio subito dal ragazzo e il suo rifiuto di cure anche sottovalutando magari il malessere. Il film Sulla mia pelle mette in risalto una cosa successa pochi minuti prima dell’ultimo respiro del ragazzo romano, ovvero l’ultimo desiderio di poter mangiare un po’ di cioccolata.

Ad ogni modo ecco una novità nell’attività processuale, un generale dei carabinieri è stato denunciato per falso atto in ufficio. Trattasi di Alessandro Casarsa, capo dei corazzieri al Quirinale fino a un mese fa.

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Stefano Cucchi morto nei carceri di Roma

Il generale Casarsa si dichiara estraneo ai fatti

Secondo quanto reso noto da il Corriere della Sera e da TgCom, il generale Casarsa è ritenuto responsabile di manipolazioni di relazione di servizio sulle condizione di salute di Stefano Cucci, arrestato il 15 ottobre del 2009 (Morto dopo una settimana all’ospedale carcerario dell’ospedale Sandro Pertini ndr.).

Alessandro Casarsa, interrogato dal procuratore dal procuratore Giuseppe Pignatone e dal sostituto Giovanni Musarò, ha affermato di essere estraneo ai fatti a lui imputati e di non aver messo in atto nessuna manovra per ostacolare le indagini. Nell’articolo pubblicato da TgCom è possibile leggere: “Il generale è stato chiamato a rispondere sulle annotazioni riguardanti le condizioni di salute di Cucchi preparata dai carabinieri Gianluca Colicchio e Francesco Di Sano. Tali relazioni erano state modificate, secondo il racconto del comandante Massimiliano Colombo Labriola, dopo l’intervento del maggiore Luciano Soligo che le aveva giudicate ‘troppo particolareggiate’ e con particolari ‘medico-legali che non competevano ai carabinieri’ “.

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morte stefano cucchi

L’articolo poi continua: “A Colicchio e Di Sano, dopo la morte di Cucchi, fu chiesto di raccontare quello che era accaduto la notte dell’arresto. Secondo quanto riferisce Colombo Labriola, già inquisito per questo episodio, il maggiore, al telefono con un superiore che chiamava ‘signor colonnello’, inviò via posta elettronica le annotazioni al tenente colonnello Francesco Cavallo, all’epoca capo dell’ufficio comando del Gruppo Roma, che le rimandò indietro dopo averle modificate con la postilla ‘meglio così’. Non c’erano più i riferimenti a ‘forti dolori al capo e giramenti di testa’, ai tremori e dolori al costato di cui Cucchi si lamentava. Di Sano firmò la relazioni dopo le modifiche, Colicchio no“.

Cavallaro punta il dito sul generale Casarsa

I fatti al momento restano in fase di accertamento nel corso delle indagini dato che il colonnello Francesco Cavallaro ha negato le modifiche, affermando di non ricordarle, spigando in oltre che il tutto è stato gestito con un doppio filo di comandi di compagnia, che non prevedeva un “passaggio da lui”. Cavallaro nella sua testimonianza ha poi passato il testimone a Casarsa, dicendo che questo si era occupato lui del caso in quanto suo diretto supervisore. Dall’altra parte il generale Alessandro Casarsa nega tutto, ma la posizione di entrambi verrà chiarita in sede di indagini.

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redazione

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