04 Febbraio 2019

Messina sgominata la banda dell’evasione

Messina sgominata la banda dell’evasione

Grazie ad una operazione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina è stata sgominata una banda dell’evasione fiscale.

Asec Trade S.r.l.

Le accuse

I militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Messina hanno eseguito 16 misure cautelari: 2 in carcere, 3 ai domiciliari ed 11 di divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali. I finanzieri hanno, inoltre, sequestrato beni per un valore complessivo di circa 15 milioni di euro. Questi riferibili ai componenti dell’organizzazione criminale. Le accuse sono di bancarotta, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, riciclaggio e auto-riciclaggio, falso ideologico in atto pubblico e appropriazione indebita. A coordinare l’inchiesta il procuratore di Messina Maurio de Lucia. Ad emettere il provvedimento di custodia cautelare il Gip del Tribunale Maria Vermigliò.

Il meccanismo usato per l’evasione fiscale

Dalle indagini è emerso che al vertice dell’organizzazione vi erano due avvocati di Messina ed un commercialista. Attraverso prestanomi predisponevano degli strumenti illeciti e atti giuridici per  compiere operazioni finanziarie e societarie finalizzate a nascondere il loro patrimoni ai creditori e al Fisco. I militari hanno ricostruito le operazioni illecite compiute tra il 2014 e il 2017, per conto di gruppi imprenditoriali in diverse zone del Paese. Gli indagati svuotavano di patrimoni le aziende in difficoltà, trasferendo i beni in attività di nuova costituzione. Nelle società originarie lasciavano solo i debiti. Secondo le accuse, gli indagati successivamente liquidavano queste nuove società in tempi rapidi, un anno, così da non consentire ai creditori, di presentare l’istanza di fallimento.

Gli imprenditori coinvolti

Gli imprenditori coinvolti, tutti destinatari della misura interdittiva, sono: F.D’A., ex proprietario del Jolly Hotel di Messina, e la moglie P.I I due coniugi sono attualmente proprietari di due alberghi a Chianciano Terme (SI), posti sotto sequestro; R.F. ed il figlio A.F. costruttori della provincia di Reggio Calabria; F. R. F. ed i figli G.F. e O.F. imprenditori di Policoro (MT) operanti in diversi settori economici, unitamente alla loro collaboratrice E.Z. di Milazzo (ME). E ancora B.L. ed il figlio V.L., imprenditori del settore alimentare operanti della provincia di Reggio Calabria e P.V.B. faccendiere di Milano. E’ stato sottoposto a sequestro preventivo un patrimonio immobiliare e mobiliare, costituito da alberghi, aziende, terreni, quote societarie e somme di denaro per un valore complessivo di circa 15 milioni di euro.

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redazione

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