15 Gennaio 2019

Regali per sviare indagini magistrati di Trani arrestati. Riecco Tiziano Renzi

Sono due i magistrati di Trani che prendevano regali per sviare delle indagini: Michele Nardi e Antonio Savasta. Si rifà il nome di Tiziano Renzi.

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Soldi e regali per sviare indagini

La Procura di Trani ha ordinato l’arresto di due magistrati accusati di aver preso somme di denaro e varie regalie come compenso per pilotare delle indagini. Si tratta di Michele Nardi, ora pm a Roma, e Antonio Savasta. Insieme a loro sono coinvolti nell’inchiesta l’ispettore di polizia Vincenzo Di Chiara, anch’egli arrestato e gli avvocati Simona Cuomo e Vincenzo Sfrecola e l’imprenditore fiorentino Luigi Dagostino. Quest’ultimi inibiti all’esercizio della professione. Le accuse sono: associazione a delinquere, corruzione in atti giudiziari e falso per fatti accaduti tra il 2014 e 2018.

I guadagni ottenuti da Nardi

Secondo le accuse mosse dalla procura di Trani, Nardi chiese per indirizzare delle indagini, 2 milioni di euro dall’imprenditore Flavio D’Intorno. Questo, ritenendo le richieste esagerate non pagò. In passato però con Nardi concluse delle operazioni, sempre al fine di indirizzare delle indagini. D’Intorno pagò a Nardi 130mila euor per la ristrutturazione di una casa e 600 per la ristrutturazione di una villa. In seguito regalò al magistrato un Rolex da 34 mila euro, 2 diamanti da 27 mila ciascuno più un viaggio a Dubai.

I beni sequestrati

Dalle indagini la Procura tranese è emerso che Nardi stesse a capo di una vera e propria organizzazione. Con lui il pm Antonio Savasta, che si avvaleva della complicità dell’ispettore di polizia Vincenzo Di Chiara degli avvocati Simona Cuomo e Vincenzo Sfrecola. Nel dispositivo emesso dalla Procura di trani vi sono anche il sequestro di beni nei riguardi degli indagati, poiché ritenuti come profitto dell’attività illecita. In particolare a Michele Nardi sono stati sequestrati 672mila euro, tra cui il Rolex; al collega Savasta 490 mila, a Di Chiara  e Cuomo 436mila ciascuno.

Dagostino fece incontrare Savasta con Lotti. Lo aiutò Tiziano Renzi

Antonio Savasta, già sotto indagini penali e disciplinari, ottenne nel 2015 di avere un incarico fuori ruolo a Roma. In aiuto di Savasta, intervenne Dagostino, che riuscì a organizzare un incontro a Palazzo Chigi tra il magistrato e Luca Lotti, allora sottosegretario del Consiglio dei Ministri. Savasta, che all’epoca indagava su Dagostino, chiese allo stesso tramite l’avvocato Sfregola, l’incontro con Lotti. Dagostino, sfruttando la conoscenza di Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del consiglio Matteo, riuscì portare Savasta a Palazzo Chigi. L’incontro avvenne il 17 giugno del 2015. Come controparte, giudice Savasta, che indagava su Dagostino per un giro di fatturazioni false, omise di procedere a degli approfondimenti.

Le dichiarazioni di Luca Lotti

L’ex sottosegretario del Consiglio dei Ministri Luca Lotti, in aprile  e maggio del 2018 ha riferito ai magistrati di Trani di conoscere Savasta, ma in modo superficiale, ma ha riferito di non ricordare chi glielo avesse presentato.

I due magistrati sono agli arresti in carcere, poiché la Procura di Trani ha “ritenuto conto del concreto pericolo di reiterazione di condotte criminose e del gravissimo, documentato e attuale rischio di inquinamento probatorio“.

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.