26 Dicembre 2018

Santo Stefano: l’origine della festività e le tradizioni del 26 dicembre

Il giorno di Santo Stefano è da sempre percepito come una prosecuzione del Natale. Qual è l’origine di questa festa e quali sono le tradizioni legate a questa giornata?

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Santo Stefano: la storia

Qual è la storia di Santo Stefano? Secondo il Nuovo Testamento, la morte di Santo Stefano sarebbe avvenuta intorno al 36 d.C. Gli Atti degli Apostoli ne riportano, nei capitoli 6 e 7, la vita fino alla morte. Fu il primo martire della storia cristiana, venne accusato dal sinedrio di blasfemia e, successivamente, condannato alla lapidazione. Dopo la Pentecoste, Stefano si unì agli apostoli e divenne un discepolo di Cristo. Così, iniziò a professare la parola di Dio, e il numero di ebrei che si convertivano al cristianesimo aumentò. Pertanto, i sacerdoti si allarmarono e denunciarono Stefano per blasfemia, con l’accusa di predicare contro Mosè e Dio.

Perché il 26 dicembre è festivo?

Il 26 dicembre si celebra, dunque, Santo Stefano, ma questa giornata festiva è diventata “rosso di calendario” recentemente dal 1947 in Italia. In precedenza, infatti, era una giornata lavorativa. Una curiosità, che forse non tutti sanno, è che nella tradizione della chiesa ortodossa e in quella protestante si festeggia il 27 dicembre.

Perché la ricorrenza di Santo Stefano è subito dopo Natale? Perché questo Santo fu il primo a testimoniare la parola di Dio, morendo per lui. È uno dei cosiddetti Comites Christi, cioè compagni di Gesù. Riconosciuto come primo martire, la sua festa venne inserita nel calendario cristiano subito dopo il Santo Natale in modo da creare una certa coerenza temporale. Il 26 dicembre, infatti, si celebra il primo santo, dopo l’avvento di Cristo, che ha combattuto per la fede cristiana. Per trasposizione, si commemorano in questa data anche i martiri che hanno creduto nella parola di Cristo fino all’estremo sacrificio, come Santo Stefano.

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Santo Stefano martire

Fonte Foto: amalfinotizie.it

Tradizioni legate alla giornata di Santo Stefano

Tantissime sono le tradizioni legate al 26 dicembre in Italia. Per moltissimi, questo giorno è la giornata degli avanzi, dove si consuma tutto ciò che è rimasto nei cenoni precedenti. Ma è anche momento per organizzare scampagnate. A volte si prevedono per Santo Stefano, anche, degli eventi e momenti di preghiera significativi. Oppure, semplicemente, si sta a casa a rilassarsi con amici e parenti che non si sono incontrati nei giorni precedenti.

A volte, quando i bambini chiedono la storia di Santo Stefano, invece di parlare del martirio, si utilizza un racconto che è a metà tra storia e leggenda. Secondo alcuni, la mamma di Santo Stefano, di nome Tedia, andò ad adorare Gesù Bambino appena nato. Nonostante il suo più grande desiderio fosse quello di diventare mamma, ancora quando si recò da Gesù non aveva figli. Così, prese un grosso masso e lo nascose nello scialle, come se fosse un neonato. Maria, però, si rese conto che non teneva tra le braccia un bambino e le disse che il suo desiderio di maternità sarebbe diventato realtà. Da lì a poco, il masso si tramutò in bimbo. Poi, però, Maria aggiunse che il neonato, nato da una pietra, sarebbe anche morto per via delle pietre (infatti Santo Stefano fu lapidato).

A tal proposito, c’è una curiosità legata alla tradizione e al culto di Santo Stefano. Molto spesso, infatti, chi soffre di calcoli invoca proprio lui, il primo martire della storia cristiana. Al suo nome, infatti, vengono associate proprietà curative contro il “mal di pietra” tanto da diventare il patrono di tagliapietre e muratori.

Focus sulla Festa delle Propaggini in Puglia

Il giorno di Santo Stefano, come abbiamo detto, raccoglie tante tradizioni religiose e popolari. Una delle più note è la Festa delle Propaggini, a Putignano, in Puglia. Il 26 dicembre, infatti, dà inizio al cosiddetto “Carnevale più lungo del mondo”.

Durante la Festa delle Propaggini viene allestito un palco nella piazza centrale della città pugliese e gli artisti di strada si esibiscono in lingua locale con versi in rima, trattando temi riguardanti la politica e l’attualità di cui denunciano i limiti e cercano di proporre un cambiamento come augurio per un futuro migliore. La prima festa è stata celebrata il 26 dicembre del 1394, anno in cui vennero traslate le reliquie di Santo Stefano dall’Abbazia di Monopoli a Putignano, dove ancora oggi sono conservate, nella chiesa di Santa Maria La Greca.

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redazione

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