24 Dicembre 2018

I misteri dell’omeopatia, è una valida alternativa oppure no?

L’omeopatia è la più diffusa tra le medicine non convenzionali, tanto che oltre 10 milioni di Italiani sono ricorsi almeno una volta ai suoi discussi rimedi. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un continuo susseguirsi di studi che puntualmente finiscono con il fornire dati completamente diversi tra loro. Di chi dobbiamo fidarci dunque? Dei sostenitori dell’omeopatia, in quanto forma di medicina alternativa, o dei suoi detrattori, che sostengono non abbia alcuna efficacia? Nonostante i rimedi omeopatici siano costantemente bersagliati dalle critiche degli scettici e di numerosi scienziati, secondo gli ultimi dati Doxa circa 4 italiani su 5 si dichiarano soddisfatti degli esiti delle cure. Soprattutto negli ultimi dieci anni ed in particolare in Francia, Inghilterra e Germania si è assistito ad una crescita esponenziale delle ricerche sull’efficacia dell’omeopatia. A volte i risultati sono entusiasmanti, altre volte meno ma complessivamente l’omeopatia ha dimostrato una certa efficacia. In alcuni Paesi come Francia e Germania i rimedi omeopatici vengono addirittura rimborsati parzialmente o totalmente dal servizio di sanità pubblica e l’omeopatia viene praticata all’interno del Servizio Sanitario in ambulatori ospedalieri.

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I principi dell’omeopatia

La medicina omeopatica si basa sulla somministrazione di sostanze simili all’agente che produce il tipo di condizione patologica che ci si propone di trattare. In questo modo si stimolerebbe una reazione immunitaria adeguata che va a rinforzare le difese dell’organismo favorendo la guarigione o prevenendo la patologia. Nella maggior parte dei casi l’omeopatia non è una medicina alternativa ma di supporto. Un intervento omeopatico riuscirebbe quindi a migliorare le condizioni generali del paziente anche in caso di assunzione cronica di farmaci. L’omeopatia si propone dunque come una medicina complementare. Questa commistione di cure non appare nociva, anzi molto spesso si nota una positiva complementarietà. Solamente il 2-3% dei pazienti manifesta reazioni avverse ai farmaci omeopatici. Si tratta tuttavia di sintomi molto lievi, come un’accentuazione del nervosismo, che scompaiono alla sospensione del farmaco. I clinici praticanti medicina omeopatica spendono molto tempo con il paziente, ricercando gli aspetti psicologici, caratteriali e dedicandosi al dialogo con il malato. Facendo riferimento a questi aspetti soggettivi l’omeopatia sembra migliorare il rapporto medico paziente in maniera radicale, curando la dimensione umana della malattia. Veniamo ora alle dolenti note. L’omeopatia tende a curare con successo le malattie meno gravi che con il tempo tendono comunque a guarire da sole o hanno andamento ciclico. Se ad un’ipotetica guarigione spontanea abbiniamo gli effetti positivi del cosiddetto “effetto placebo“, capiamo subito come l’omeopatia sia, se non inutile, quantomeno discutibile. Sebbene la tossicità dei rimedi omeopatici sia bassissima questi farmaci potrebbero invece essere addirittura pericolosi se il loro consumo si diffondesse a tal punto da rallentare o sostituire il ricorso alla medicina tradizionale.

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omeopatia

I complotti di big pharma

Il mercato omeopatico non è di nessun interesse per le multinazionali del farmaco e non ha alcun fondamento la tesi sostenuta da alcuni, secondo cui le grosse case farmaceutiche starebbero cercando di denigrare l’omeopatia per difendere i loro interessi. Le aziende multinazionali leader del settore potrebbero invece spingere per la promulgazione di leggi molto rigorose sulla produzione di rimedi omeopatici. Tali normative imporrebbero dei costi enormi per regolarizzare gli impianti di produzione spazzando via le piccole case farmaceutiche sorte in questi anni. Inoltre, grazie alla produzione di massa e al prestigio dei grossi marchi farmaceutici, verrebbero proposti in poco tempo rimedi omeopatici a costo inferiore spinti da grosse campagne di marketing.
Se le multinazionali farmaceutiche non rischiano per il momento la carta “omeopatia” è soltanto perché non è ancora stata sancita definitivamente l’efficacia di questa medicina. Secondo gli scettici nei prodotti omeopatici le sostanze sono talmente diluite da escludere qualsiasi effetto positivo. Altre volte i rimedi omeopatici sono talmente diluiti da non contenere nient’altro che “acqua fresca”. Nonostante l’omeopatia sia accettata in diversi Paesi come medicina complementare o alternativa, si sottolinea comunque la mancanza di chiare evidenze scientifiche sull’efficacia del prodotto. Negli Stati Uniti, per esempio, i preparati omeopatici devono riportare in etichetta la seguente frase: “questo prodotto non intende diagnosticare, trattare, curare o prevenire nessuna malattia“.

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Fidarsi è bene…

Non basta l’efficacia sperimentata da oltre 200 anni di studi e pratiche cliniche; anche ai rimedi omeopatici vanno applicati gli stessi rigorosi criteri necessari per valutare l’efficacia di un farmaco tradizionale. Solo allora l’omeopatia potrà essere considerata una medicina efficace. Di studi se ne possono citare tanti a favore (soprattutto all’estero) quanti contro; dire che i medicinali omeopatici funzionano ma che questo scientificamente non è dimostrabile è un concetto che non sta né in cielo né in terra. Sicuramente uno dei principi più importanti che l’omeopatia insegna alla medicina tradizionale è l’individualizzazione del malato. Andrebbe quindi migliorato radicalmente il rapporto tra medico e paziente prestando maggiore importanza all’aspetto umano della malattia. A volte un sorriso, una pacca sulla spalla e una frase rassicurante possono fare molto di più di tanti medicinali veri o presunti.

Dott. Luca Ferlito
ferlitoluca@gmail.com
Cell 3334472360

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