07 Dicembre 2018

Catania, mamma uccide il figlio di 3 mesi: il Gip concede i domiciliari

Continuano le indagini all’infanticidio di Catania, ecco che arriva la clemenza del Gip che concede i domiciliari. Una mamma uccide il figlio di 3 mesi, la donna ha lasciato cadere il piccolo sul pavimento. La donna al pronto soccorso ha dichiarato come il tutto fosse frutto di un tragico incidente, una distrazione, ma solo dopo emergerà il drammatico gesto.

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Mamma uccide il figlio di 3 mesi

La tragica storia ha colpito i siciliani, qui dove il legame con la famiglia ha un significato speciale. Una mamma uccide il figlio di 3 mesi, una tragedia immane. La donna l’ha lasciato cadere dalle sue braccia,.provocando al piccolo delle lesioni alla testa che purtroppo non gli hanno lasciato scampo, condannandolo così a morte certa. Quando la donna ha portato il piccolo al pronto soccorso ha subito raccontato come la caduta fosse frutto di un incidente. Il racconto non ha convinto gli inquirenti che, successivamente, hanno appurato che questa fosse l’unica responsabile di quanto accaduto al piccolo pochi giorni prima. (Per approfondire Clicca Qui).

“Non ho mai pensato di ucciderlo”

La donna agli inquirenti ha dichiarato: “Non ho mai pensato di ucciderlo“. La domanda che sorge spontanea, dunque, è la seguente: la mamma uccide figlio di 3 mesi a causa delle depressione post partum? Nessuno cerca di giustificare l’accaduto, ma la depressione post partum, purtroppo, è un male che si annida nella mente di ogni donna ma che ancora oggi riesce a fare vittime innocenti. Comunque sia al momento non sono ancora noti i reali motivi che avrebbero spinto la donna di 26 anni ad agire, ma il Gip Giuseppina Montuori ha deciso di concedere a questa i domiciliari su richiesta del suo avvocato difensore Luigi Zinno.

Catania donna lancia neonato a terra. Commissariato borgo ognina

“Non ha realizzato l’accaduto”

La donna sarà trasferita dunque in una comunità terapeutica, dove dovrà scontare questa prima fase delle misure cautelari degli arresti domiciliari. A commentare il tutto è stato l’avvocato Luigi Zinno: “Non ha realizzato l’accaduto e per questo ha bisogno di una struttura protetta che l’aiuti psicologicamente. Comunque vada, lei si sentirà colpevole dell’accaduto, e si autocondannerà da sola. Ha bisogno d’aiuto“.

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redazione

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