04 Dicembre 2018

Intimidazione Canicattì a guardia giurata: trovata testa di agnello in auto

Intimidazione Canicattì a guardia giurata: trovata testa di agnello in auto

Intimidazione Canicattì a guardia giurata: ieri una guardia giurata, all’interno della sua auto, ha trovato una “sorpresa”. Sembra essere un vero e proprio gesto fatto di proposito per minacciare l’agente.

Intimidazione Canicattì: cosa è successo?

Una guardia giurata di 40 anni ha ritrovato, sopra il sedile della sua auto, una Volkswagen Golf, una busta contenente una testa di agnello mozzata con in bocca un proiettile calibro 12. Per farlo, l’autore del messaggio intimidatorio ha distrutto i vetri della macchina della guardia giurata che era posteggiata sotto casa, in una zona centrale a Canicattì.

Le analisi dei Carabinieri sul caso

La guardia giurata, al momento di utilizzare l’auto, ha fatto la triste scoperta e ha mandato l’allarme, esponendo denuncia contro ignoti. I Carabinieri di Canicattì, dunque, hanno iniziato le indagini sul caso. L’analisi è iniziata dall’interrogatorio alla “vittima”. Dopo i militari dell’Arma hanno iniziato a rivedere tutti i filmati ripresi dalle videocamere di sorveglianza, per tentare di saperne di più e rintracciare l’autore. Intanto la testa mozzata di agnello e la cartuccia calibro 12 sono state poste sotto sequestro.



La Procura della Repubblica di Agrigento, informata dell’intimidazione, ha aperto un fascicolo d’inchiesta, attualmente contro ignoti.

Intimidazione Canicattì: perché?

Sembra essere una vera e propria intimidazione rivolta alla guardia giurata anche se non sono, ancora, ben chiare le dinamiche e il perché di questo gesto. Infatti, restano ad oggi ignoti eventuali autori e nessuno in zona ha sentito o visto qualcosa. I Carabinieri hanno un compito duro: dovranno capire se l’intimidazione ha a che fare con l’ambito lavorativo o attiene semplicemente alla sfera privata dell’agente.

Intimidazione Canicattì a guardia giurata

Fonte Foto: grandangoloagrigento.it

Intimidazione anche a Palermo

Pochi giorni fa, il 30 novembre, anche a Palermo anche Costantino Guzzo, responsabile regionale del sindacato Usb per la Formazione Professionale, ha ricevuto lo stesso messaggio intimidatorio.

Il sindacalista ha trovato, anche lui, una testa di agnello mozzata sul sedile della sua auto. Secondo quanto riporta ilsitodisicilia.it ha raccontato: “Stavo accompagnando mia moglie a casa della madre ma, appena saliti in macchina, abbiamo sentito uno strano odore e abbiamo visto la testa insanguinata sul sedile. Questo avvertimento, che mi preoccupa e che non sottovaluto, arriva all’indomani delle mie dichiarazioni sul giudice fallimentare Giuseppe Sidoti, sospeso perché accusato di avere salvato dal fallimento il Palermo. Sidoti è lo stesso giudice che, invece, ha decretato il fallimento dello Ial Sicilia, buttando a mare la vita di un migliaio di dipendenti“.

Poi su Facebook ha scritto: “Non mi fermo“, dopo la denuncia ai Carabinieri dell’accaduto e dopo aver postato la foto della testa d’agnello.

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Ultimo aggiornamento

Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino