03 Dicembre 2018
Catania a Le Iene, il racconto di Rosario: Dovevo dare parte dello stipendio
Attimi di grande show ed estorsione: protagonista della notizia Catania a Le Iene. Nel mirino della denuncia il racconto di Rosario, ragazzo di 26 anni: “Dovevo dare parte dello stipendio“. Ecco cos’è successo.
Dopo Luigi Di Maio il caso Catania, ma è lavoro in nero?
Nel corso degli ultimi giorni abbiamo avuto modo di raccontare ampiamente quanto il caso Luigi Di Maio papà. (Per approfondire Clicca Qui). Le Iene ha mandato in onda la storia di Salvatore Esposito, costretto a lavorare due anni nell’azienda del papà di Luigi Di Maio senza regolare contratto di lavoro. Alla denuncia dell’uomo si aggiungono quelle di altri 3 uomini, dipendenti della stessa azienda. (Per approfondire Clicca Qui). Seguite dalla difesa del vice premier e ministro del lavoro e politiche sociali. (Per approfondire Clicca Qui).
Dopo lo scandalo riguardante le accuse di lavoro in nero ecco che arriva il caso Catania a Le Iene. In questo caso però il lavoratore era ingaggiato e regolarmente retribuito, peccato però che Rosario, il protagonista di questa storia, ogni mese fosse costretto a sottrarre una somma dal suo stipendio e darla al suo datore di lavoro.
Catania a Le Iene: “Ero felicissimo…”
Una nuova news di cronaca, come abbiamo spiegato all’inizio del nostro articolo, vede come protagonista Catania a Le Iene. A raccontare la vicenda è stato Rosario, un ragazzo di 26 anni, papà di 2 bambini che vede cambiare in modo positivo la sua situazione lavorativa attraverso l’assunzione in un distributore di benzina. “Ero felicissimo, lavoro a tempo pieno, in regola, busta paga, tutto“, spiega Rosario. Secondo quanto reso noto da Le Iene la busta paga del ragazzo doveva aggirarsi tra i 1.500 e i 1.800 euro al mese. Tutto falso, perché ogni mese lo stipendio totale di Rosario era invece di 1.000 euro. “Ogni mese, dopo che mi era arrivato lo stipendio,– spiega ancora Rosario-, dovevo andare a prelevare e dare una somma direttamente al mio titolare“. Catania a Le Iene

“Nessuno ti mette in regola”
Il lavoro in nero è una male ormai diffuso a macchia d’olio non solo in Sicilia, ma nella nazione intera. (Come dimostra il caso Di Maio, ndr.). Rosario però non ci sta, decide di accettare apparentemente l’estorsione del suo datore di lavoro, ma documenta tutto con filmati e registrazioni per poi denunciare tutto a Le Iene. (Per il servizio intero Clicca Qui). Paolo, sarebbe questo il nome del titolare, aveva giustificato così il tutto: “Non c’è nessuno che ti mette in regola, tu hai la fortuna che io ti metto in regola e stai tranquillo che se non ti mettevo in regola tu prendevi 750“. I soldi incassati, inoltre, equivarrebbero agli assegni familiari che toccherebbero a Rosario e pagati dall’Inps: “È vero, gli assegni sono i tuoi ma se io ti metto in regola. Se però io non ti metto in regola, tu gli assegni li perdi“. Catania a Le Iene
Il commento finale di Rosario è il seguente: “Si deve denunciare, se restiamo zitti che futuro diamo ai nostri figli?“.
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