27 Novembre 2018

Scandalo Di Maio padre, spuntano altri 3 operai in nero

Scandalo Di Maio padre, spuntano altri 3 operai in nero

Non si fermano le Iene nello scavare a fondo circa lo scandalo Di Maio padre e trovano altri 3 operai in nero che lavorano nella ditta di famiglia del vice premier. Salvini ironico: “sono contento che mio padre sia un tranquillo pensionato”.

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L’inchiesta delle Iene: almeno altri tre casi

Sarebbero almeno altri 3 gli operai con una storia simile a quella di Salvatore Pizzo. Lavorerebbero in nero nella ditta con a capo Antonio Di Maio, padre di Luigi leader del M5S, ministro del Lavoro e vice premier. Uno di questi addirittura sarebbe in causa. I risultati di questa inchiesta delle Iene andranno in onda questa sera su Italia1. Ma potrebbero essere anche più di tre i casi. A dare le informazioni sarebbero degli amici di Salvatore Pizzo, che per primo ha denunciato alle Iene i fatti.

Non un caso isolato

I casi risalgono agli anni tra il 2008 e il 2010, più o meno gli stessi della vicenda dell’ex operaio Salvatore Pizzo, sollevata dalle Iene. Nell’azienda edile di Pomigliano d’Arco (Napoli) intestata all’epoca ad Antonio Di Maio, il papà del futuro vicepremier e ministro del Lavoro M5S, Luigi Di Maio, ci sarebbero stati almeno altri tre lavoratori in nero. Uno sarebbe tuttora in causa. Le Iene sono riuscite a rintracciarli. L’esito delle loro investigazioni andrà in onda stasera su Italia Uno. Quello di Pizzo non sarebbe quindi un caso isolato, come invece avrebbe spiegato il padre al vicepremier. E a Pomigliano, i nomi – che potrebbero essere più di tre, ma il condizionale è d’obbligo – già circolano con gli identikit: uno è quello in giudizio, un altro lavorerebbe in un supermercato, uno non è molto alto di statura. Le informazioni provengono dagli amici di Salvatore Pizzo, che si è trincerato in un silenzio impostogli, dicono dalla sua famiglia, dalla produzione tv.

A Pomigliano D’Arco c’è chi, come riportato dal Fatto Quotidiano, difende il padre Antonio, ma in pochi credono che il vicepremier Luigi non sapesse nulla dei lavoratori in nero all’interno della ditta di famiglia.

La transazione tra Pizzo e i Di Maio

Sulla transazione tra Pizzo e i Di Maio per sanare la sua posizione dopo un incidente sul ilmediano.it appaiono le dichiarazioni del sindacalista della Cgil Giovanni Passaro, che confermano la versione di Pizzo. “Si rivolse a me – dice Passaro – non voleva denunciare ma continuare a lavorare. Riuscii a fargli prendere il posto di lavoro contrattualizzato grazie a un certificato medico dell’infortunio che disse di aver subito mentre lavorava per Antonio Di Maio. L’operaio optò per un accordo: un bonus di 500 euro e la regolarizzazione del posto di lavoro. Poi da me non è venuto più”. E ha perso il lavoro. “Non ricordo se si trattasse di un contratto a tempo determinato. Ma quando nell’edilizia si chiude un cantiere, la cessazione è automatica”.

La battuta ironica di Salvini

Intano Matteo Salvini ha commentato, durante la presentazione del libro di Lilli Gruber “L’Inganno”, tenutasi al tempio di Adriano a Roma.  “Non fatemi parlare di vicende personali che non conosco – ha detto il leader della Lega – . Io sono felice che mio padre sia un tranquillo pensionato“.

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redazione

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