27 Novembre 2018

Bloccato lo sciopero cooperative sociali e terzo settore settore

Bloccato lo sciopero cooperative sociali e terzo settore settore

È stato bloccato lo sciopero delle cooperative sociali e del terzo settore proclamato per il 30 novembre. La notizia è stata data dal sindacato Usb.

La sorpresa e da parte del sindacato Usb

Dal sindacato si dicono sorpresi dalla decisione della Commissione di Garanzia per l’Attuazione dello Sciopero vieta lo sciopero nazionale del 30 novembre prossimo per i lavoratori e le lavoratrici delle Cooperative Sociali e del Terzo Settore.

La nota – affermano dal sindacato Usb – assolutamente pretestuosa, afferma che non sarebbe rispettato il termine della cosiddetta “rarefazione oggettiva”, cioè la distanza tra lo sciopero di oggi, 23 novembre, dei dirigenti di area medica e sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale. Secondo la commissione non sarebbero stati rispettati i 12 giorni di distanza tra questo sciopero e quello proclamato da USB per i lavoratori delle Cooperative Sociali, perché coinvolgerebbe lo stesso bacino di lavoratori e utenti!“.

 

La verità è che lo sciopero del 30 novembre, – asserisce l’Usb – insieme a quelli già proclamati e che rimangono confermati dei lavoratori della Scuola e degli EX LSU ATA, avrebbe creato un problema di gestione politica per l’alta adesione che vi si preannuncia, rappresentando, per la prima volta, un grosso pezzo dell’area del Lavoro Pubblico precarizzato ed esternalizzato, che prende coscienza della propria funzione strategica, e si organizza unito e compatto per rivendicare salario, diritti, dignità, futuro degno per la vita, l’economia, la cultura ed i servizi di questo paese!”.

Usb: “Rivendichiamo il riconoscimento di lavoro usurante”

Rivendichiamo con forza come lavoratori delle Cooperative sociali e del Terzo settore, il diritto di scioperare e manifestare: dagli educatori in rivolta contro le leggi di disordino professionale Lorenzin/ex Iori, agli OSS che chiedono il riconoscimento per il lavoro di cura come lavoro usurante e la fine del regime degli appalti, agli operatori dell’accoglienza, per i quali il decreto sicurezza significa perdita di migliaia di posti di lavoro, oltre che espulsione di massa dei migranti dalla garanzia di un accoglienza degna, a tutti gli operatori esternalizzati, che chiedono lo svincolo dei servizi sociali dal Patto di Stabilità, perché la qualità della vita delle persone viene prima dei bilanci di austerità, lacrime e sangue, che tutti i governi degli ultimi vent’anni ci hanno propinato a mani basse!”.

Presidio confermato per il 30 novembre

Confermiamo venerdì 30 novembre il presidio già programmato a Roma, Piazza Vidoni alle 10,30 e l’incontro di una nostra delegazione che incontrerà la presidente della Commissione Lavoro al senato on. Catalfo sui temi del riordino professionale degli educatori. La settimana prossima, acquisite le specifiche nel confronto con la Commissione di Garanzia, riarticoleremo lo sciopero e la protesta“.

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redazione

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