26 Novembre 2018

Scandalo Di Maio padre, un dipendente a Le Iene: “Lavoro in nero”

Uno scandalo coinvolge Di Maio, riguarda il padre che avrebbe fatto lavorare in nero un operaio. A dichiararlo alle Iene Salvatore Pizzo di Pomigliano d’Arco. Boschi “Le auguro di non vivere mai quello che suo figlio e i suoi amici hanno fatto vivere a mio padre e alla mia famiglia”.

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La denuncia alle Iene

“Ho lavorato due anni in nero, mi pagava Antonio Di Maio“. Le parole sono di Salvatore Pizzo di Pomigliano d’Arco. La denuncia è stata fatta alle Iene e l’intervista è andata in onda su Italia 1 il 25 novembre. Antonio Di Maio è il padre del leader pentastellato Luigi Di Maio. L’operaio ha raccontato anche di quella volta in cui s’infortunò ad un dito e gli fu chiesto di non dire che mi ero fatto male nel suo cantiere. “Mi consigliò di dire  – riferisce Pizzo – che mi ero fatto male in casa”.

Le parole a caldo di Di Maio

Le iene precisano che i fatti si sono svolti 2 anni prima che Luigi Di Maio acquisisse il 50% dell’azienda di famiglia. Lo stesso vice premier, lavorò nell’azienda di famiglia come operaio e incalzato dalle Iene ha precisato di non gestire direttamente l’azienda. Poi ha detto: “tra il 2009 e il 2010 non ero socio. A me questa cosa non risulta ma il fatto è grave, verificherò”.

Lo stesso leader del M5S ha anche riferito dei rapporti non idilliaci con il padre. Asserisce, in seguito di non sapere di lavoratori in nero. “A quell’epoca – ha spiegato Di Maio avevo 24-25 anni, io nell’azienda di famiglia ho aiutato mio padre come operaio ma non gestivo le cose di famiglia. Devo verificare questa cosa, verifichiamo tutto assolutamente”.

I fatti secondo il leader del M5S

Su Facebook poi Di Maio scrive che  “Salvatore Pizzo all’epoca dei fatti si è rivolto al sindacato Cgil che gli consigliò di trovare un accordo con mio padre per farsi assumere.Infatti poi ha ottenuto un contratto regolare. Successivamente gli fu corrisposto anche un indennizzo. Mio padre ha fatto degli errori nella sua vita, e da questo comportamento prendo le distanze, ma resta sempre mio padre. E capirete anche che sia improbabile che un padre racconti al figlio 24enne un accaduto del genere. Come sempre manterrò gli impegni presi e consegnerò a Filippo Roma (l’inviato delle Iene ndr.) i documenti su questa vicenda in particolare, che intanto ho chiesto di procurare a mio padre, e faremo tutte le verifiche che servono su quanto raccontato da Salvatore nel servizio”.

Boschi beffarda in un video

In un video le parole dell’ex ministro Maria Elena  Boschi, il cui padre fu indagato per il fallimento di Banca Etruria. “Caro signor Di Maio: le auguro di non vivere mai quello che suo figlio e i suoi amici hanno fatto vivere a mio padre e alla mia famiglia. – dice la Boschi –.Mio padre è stato tirato in mezzo ad una vicenda più grande di lui per il cognome che porta e trascinato nel fango da una campagna di odio: caro signor Di Maio, il fango fa schifo“.

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redazione

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