23 Novembre 2018

Bankitalia, spread alto cancella gli effetti della manovra

Nuovo allarme di Bankitalia che ha avvertito sugli effetti negativi dello spread alto, questo cancellerebbe gli effetti della manovra. Secondo Moody’s lo scontro tra Italia e Ue è controproducente.

Dialogo si, ma le posizioni sono distanti

La mano dell’Europa resta tesa al dialogo. Nei fatti il 2,4 % del deficit non piace e va rivisto. Questi sono i termini della discussione, a cui il governo giallo verde è restio a discutere. Nella cena di sabato tra Conte Tria e Juncker, saranno ribadite le posizioni, che per ora restano distanti. Dall’Italia vogliono spiegare gli effetti benefici della manovra economica sui conti pubblici, dall’Europa arrivano solo segnali di richiamo ad un deficit più basso. Meglio intorno all 1,8%, anche se un valore medio di 2,1% potrebbe calmare le acque almeno per un pò.

Gli avvertimenti di via Nazionale

Intanto da via Nazionale, sede di Bankitalia avvertono che “Un rialzo pronunciato e persistente dei rendimenti – dice l’istituto – a parità di tassi di crescita nominale dell’economia, aumenta il rischio che la dinamica del debito si collochi su una traiettoria crescente“. Tradotto significa che uno spread così alto porterebbe ad una situazione dei conti pubblici fuori controllo. Sul tema è intervenuto anche Moody’s che avverte: “lo scontro con l’Ue manterrà alto lo spread”.



La posizione dell’Europa

La posizione della Commissione europea è chiara oramai da settimane, a conferma le parole di Pierre Moscovici: “La nostra porta resta aperta – dice il commissario – e sono convinto che potremo trovare un accordo su soluzioni condivise nell’interesse degli italiani e della zona euro. E’ un percorso impegnativo ma praticabile e io ci voglio credere. Il nostro fine non è quello di sanzionare le autorità italiane, né di interferire negli affari interni del Paese. E’ nell’interesse di tutti continuare a dialogare e andare avanti nella ricerca di soluzioni comuni”.

Conte: “A Bruxelles per spiegare la manovra”

La stessa chiara posizione, ma in antitesi rispetto a quella della Commissione europea è espressa dalle parole del premier Giuseppe Conte. “Spiegheremo le nostre ragioni e ci confronteremo molto serenamente in modo spero molto costruttivo. Ho varie argomentazioni e le esporrò dettagliatamente”.

Gli fa eco il suo vice Luigi Di Maio, il quale ha affermato che: “Le misure partiranno nei tempi previsti, quota 100 partirà nei primi mesi del 2019 insieme al reddito di cittadinanza e significa dare alle imprese la manodopera qualificata che aumenterà gli investimenti. Noi dobbiamo provare un dialogo a oltranza con tutti i commissari europei, con la commissione per spiegare la bontà di queste misure ma soprattutto per spiegare che la manovra può migliorare sopratutto nel taglio agli sprechi”.

Di Maio inflessibile sul deficit a 2,4%

Parlando di tagli aggiunge “ne possiamo fare di più, perché non abbiamo completato in 5 mesi di governo tutte le istruttorie che servivano per tagliarli tutti“. Sulla manovra, ha aggiunto il leader del M5S “può migliorare per quanto riguarda la dismissione di immobili inutili”. Sul deficit resta inflessibile: “Si parte col 2,4 e si arriva al 2,4. Capisco che la Commissione europea ha paura che questo governo si possa comportare come governi precedenti, cioè con la truffa dei numeri. I governi precedenti dicevano facciamo solo 1,8% di deficit all’inizio dell’anno e poi alla fine arrivava altro deficit, il che significa indebitare ulteriormente il Paese“.

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redazione

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