15 Novembre 2018

Boeri, presidente Inps, spara a zero contro le pensioni a quota 100

“Se non si abbassano le tasse del lavoro no si potrà creare occupazione”, così Boeri contro le pensioni a quota 100. Non solo, secondo il presidente dell’Inps vi sarà un incremento di spesa e i fondi messi a disposizione non basteranno.

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Cosa è il progetto a quota 100 e come lo si sostiene

Ancora bagarre sulla legge di bilancio a firma del governo gialloverde, accerchiata sia dall’Ue, con Austria e Olanda che chiedono siano applicate le sanzioni per debito eccessivo, che dall’interno. Non piace ed è ritenuto inutile il reddito di cittadinanza, come ha esternato parecchi giorni fa il sottosegretario Giancarlo Giorgetti (leghista), non piace la riforma delle pensioni a quota 100. Secondo le idee del governo, quest’ultimo porterà nuovi posti di lavoro, “per ogni nuovo pensionato, un giovane troverà lavoro e forse anche più di uno” l’idea di Salvini e Di Maio. Questo porterebbe ad una minore disoccupazione giovanile e a maggiori introiti per l’Inps, che potrà pagare con disinvoltura le pensioni.

Le critiche del presidente dell’Inps

Di idea diversa invece è il numero uno dello stesso Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale Tito Boeri. A suo dire il dispositivo porterebbe ad un ko definitivo all’istituto e alle condizioni già precarie delle casse dello Stato. È durante la decima conferenza mondiale Science for Peace sul tema delle disuguaglianze globali, organizzata fa fondazione Umberto Veronesi in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano che Boeri si è espresso.

I numeri sotto accusa

Se noi permettiamo di andare in pensione prima, come ad esempio un requisito di 38 più 62, e il primo anno prevediamo  – ha spiegato Boeri – delle finestre che di fatto ritardano l’uscita verso la pensione. Inevitabilmente il secondo anno questa misura costerà di più che nel primo. Nella legge di bilancio, è previsto che la dotazione del fondo è praticamente la stessa e vari di poche centinaia di milioni, 6,7 miliardi nel 2019 e 7 miliardi nel 2020 e 2021. Mi chiedo come sia possibile e cosa abbia in mente il governo per far fronte al fatto che inevitabilmente il secondo anno la misura costerà molto di più”.  Boeri ha poi aggiunto che secondo tutte le “nostre simulazioni, la misura costa in alcuni casi un terzo in più e in altri casi addirittura due volte in più rispetto al primo anno. Quindi c’è un forte incremento della spesa, passando dal primo anno al secondo anno”.

Vi è una clausola di salvaguardia di cui si tace?

Secondo Boeri, dietro al meccanismo per il controllo della spesa alla voce pensioni, vi potrebbero essere delle clausole di salvaguardia. Ipotizza, infatti, che potrebbe essercene una di cui il governo sta tacendo. Quello di “interrompere l’erogazione” nel caso in cui si sfori la spesa. “questo -aggiunge Boeri  – avrebbe anche delle implicazioni non secondarie, perché spingerebbe molte persone ad andare in pensione appena possibile, nella paura che poi la misura possa essere successivamente interrotta“.

Aumento dell’occupazione giovanile? Abbassate le tasse sul lavoro

Infine Boeri ha spiegato che “il governo si è posto come obiettivo quello di aumentare i pensionati. Ci viene detto che serve per incrementare il tasso di occupazione dei giovani. Se questo è l’obiettivo allora bisogna abbassare le tasse sul lavoro e creare occupazione e non capisco cosa c’entrino le pensioni“.

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redazione

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