06 Novembre 2018

Viso sfregiato lentamente, l’atroce vendetta di un uomo contro l’ex amante

Quando inizia l’amore e dove questo diventa ossessione? La domanda probabilmente non troverà mai una risposta. Leggere di un viso sfregiato lentamente come atroce vendetta di un uomo contro l’ex amante però lascia senza parole. Ma la storia nasconde altri dettagli che vi spiegheremo di seguito.

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Viso sfregiato lentamente con un coccio di vetro

L’amore è un’altra cosa direbbe Arisa e mai commento fu più adatto a una news come quella che stiamo per raccontarvi. MilanoToday oggi racconta una storia raccapricciante. Una ragazza cinese, costretta a prostituirsi a soli 26 anni, ha avuto il viso sfregiato lentamente con un coccio di vetro. Un atto atroce fatto da chi, forse, è erroneamente convinto di poter fare ciò che vuole nella vita… Anche punire qualcuno. Questo è quanto sarebbe successo alla ragazza aggredita da quello che da qualche tempo era il suo amante.

Costretta prostituirsi, doveva 40.000 euro ai suoi protettori?

Secondo quanto reso noto da MilanoToday, sembra che la ragazza cinese di 26 anni costretta a prostituirsi avrebbe dovuto circa 40.000 euro ai suoi protettori… Proventi di una serata tenutasi in un karaoke bar di Milano, tenutasi nel 2017. Al momento non sono ben rese note le dinamiche di quanto accaduto, l’unica cosa confermata dalla stampa vede un’atroce vendetta messa in atto da un uomo alla sua ex amante che, come se non bastasse, sarebbe stata costretta anche a prostituirsi. La ragazza è stata colpita più volte, il volto sfregiato lentamente con un coccio di vetro ricavato da una bottiglia rotta. Punti di sutura sul viso, il trauma, dolore e la paura di una possibile perdita di un occhio, fortunatamente scampato.

Violenza

Fermato due uomini e una donna

Le indagini condotte dalla squadra mobile di Milano hanno permesso di chiudere il cerchio attorno alla ragazza cinese con il volto sfregiato. Ad aver compiuto l’atto, pretendere i presunti ricavi di 40.000 euro, sarebbe stato l’amante della ragazza. L’ordinanza in questione è stata confermata dal Gip del Tribunale di Milano a carico di due uomini, di 27 e 35 anni, e una donna di 40 anche loro cinesi.

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redazione

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