01 Novembre 2018

Decreto sicurezza, Salvini pensa al voto di fiducia

Nonostante la commissione Affari costituzionali abbia dato il via libera al testo, vi è tensione sul decreto sicurezza e immigrazione. Viaggia con troppe fermate e già mercoledì ha avuto parecchi rallentamenti alla commissione Bilancio. Salvini non vuole perdere tempo, vista l’importanza dei provvedimenti e pensa ad una soluzione.

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Per Pd e Liberi e uguali vi sarebbero divergenze politiche

Dai senatori dissidenti del M5S, con in testa Paola Nugnes, che vuole votare no (clicca qui per approfondire), all’opposizione del Pd e Liberi e uguali, che per protesta hanno abbandonato i lavori sia della commissione Affari costituzionali che di Bilancio. Da loro trapela che vi sarebbero problemi all’interno della maggioranza. Quindi arriva lunedì in aula il decreto sicurezza, ma l’approvazione rapida non è da considerarsi scontata.

Verso il voto di fiducia

Come risolvere la situazione e farlo in tempi brevi? Ecco la soluzione: porre il voto fiducia sull’approvazione del decreto. L’idea è di Salvini, anche se non a chiare lettere. Lo stesso ministro degli interni, sulla possibilità di procedere con il voto di fiducia ha commentato dicendo: “Vediamo. Spero sempre di no, ma se vogliono tirare a lungo un mese non abbiamo tempo da perdere. Il problema non sono i dissidenti dei 5 Stelle, il problema è il Pd”. Anche se si apre ad un cauto ottimismo dicendo Sono fiducioso a prescindere: se si riuscisse ad approvarlo con una discussione aperta e civile, con dei tempi normali, bene”, puntualizza la sua volontà di non dilungarsi troppo con i tempi “altrimenti se questi presentano centinaia di emendamenti e vogliono tenerci lì per settimane senza arrivare da nessuna parte, ne prediamo atto“.

Continui i rinvii dell’assemblea congiunta dei pentastellati

L’assemblea congiunta  dei pentastellati, rinviata nuovamente dopo lo slittamento di ieri, dovrebbe far chiarire le idee a Di Maio, che in questo momento avrebbe solo 4 senatori dissidenti, fra le quali Paola Nugnes, che ha anticipato il suo No, aggiungendo che la valutazione finale sul decreto sarà fatta in aula”.

Sui rinvii dell’assembla congiunta, dal M5S fanno sapere che sono stati resi necessari per i lavori alla Camera sull’approvazione del Decreto Genova. Questa è la loro versione ufficiale, anche se trapela che i dissidenti sono determinati a non voler cambiare le loro posizioni, che restano distanti dal si richiesto all’approvazione del decreto sicurezza.

decreto sicurezza Paola Nugnes

Senatrice M5S Paola Nugnes

Ma quanti sono i dissidenti del M5S?

Il leader del M5S Di Maio ha voluto precisare che “nell’assemblea tratteremo tutti i temi ma non è prevista alcuna espulsione. Nel Movimento c’è una linea e un programma inserito nel programma di governo; chi non lo vota si assumerà le sue responsabilità“. Anche se per il momento sono solo quattro i senatori che hanno manifestato apertamente i propri malumori serpeggia il timore che possano essere di più se non addirittura aumentare. Tra i motivi vi sarebbe stato il no da parte del M5S e lega a delle modifiche del testo richieste.

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redazione

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