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01 Novembre 2018

Decreto Genova passa alla Camera. Sul condono Ischia è rissa

Il risultato del voto della Camera sul decreto Genova è arrivato nel cuore della notte. Si è sfiorata la rissa in aula, soprattutto per il condono di Ischia. I Si al decreto sono stati 284 (Lega, M5S, FdI), i no 67 (Pd e Leu), si sono astenuti i 41 deputati di Fi. Ora il testo andrà al Senato.

Cosa prevede il decreto Ischia

L’articolo 25 contestato è stato dal Pd anche dopo le  modifiche in commissione. Questo prevede che entro 6 mesi i 3 comuni di Ischia colpiti dal sisma 2017 rispondano alle richieste di sanatoria presentate in base al condono edilizio tombale del 1985. Se il condono verrà negato, il proprietario dell’edificio non riceverà i fondi per la ricostruzione. Se l’abuso, dopo il vaglio delle autorità preposte a controllare vincoli paesaggistici e idrogeologici, verrà sanato, alle volumetrie aggiuntive condonate non andrà alcun contributo per la ricostruzione. In sintesi, diventano condonabili gli edifici che per la legge del 2003 sono insanabili.

Emendamento per l’ospedale Penne in Abruzzo

È stato approvao invece l’emendamento del M5s, a prima firma di Andrea Colletti, che “salva” l’ospedale di Penne in Abruzzo, derogando di fatto solo per questo le norme nazionali sugli ospedali. L’emendamento stabilisce che si derogano le norme nazionali del decreto Lorenzin sugli ospedali, per le strutture “entro i 30 chilometri” dal confine del cratere dell’Aquila: il che implica che di fatto si applica al solo nosocomio di Penne.

I deputati D’Alessandro e Pezzopane del Pd, hanno protestato per l’esclusione degli altri ospedali della regione. Altre proteste, inoltre, sono arrivate dai dem marchigiani Alessia Morani e Mario Morgoni hanno protestato per l’esclusione della loro Regione dalla deroga.

Le tensioni in aula

Durante le fasi concitate del voto in aula si è sfiorata la  rissa, con i commessi che si sono posti in mezzo tra alcuni deputati di Fdi e altri del Pd che erano scesi dai banchi e si erano avventati reciprocamente. A dare una mano ai commessi anche Guido Crosetto che ha strattonato e rimandato nei propri banchi i suoi colleghi del gruppo di Fdi.

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redazione

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